Bimbo ingoia il tappo di una penna e rischia di soffocare: la maestra lo salva

Bimbo ingoia il tappo di una penna e rischia di soffocare: la maestra gli salva la vita. È successo in Cilento, a Celle di Bulgheria

Bimbo ingoia il tappo di una penna e rischia di soffocare: la maestra gli salva la vita. È successo in Cilento, a Celle di Bulgheria.

Bimbo ingoia il tappo di una penna

Ci sono cose difficili da spiegare, li chiamano miracoli, chi crede, fato o coincidenza gli altri. Una di queste è accaduta a Poderia, piccolo paese del Cilento, frazione di Celle di Bulgheria (SA).

È il 2 ottobre, festa degli Angeli Custodi. Nella scuola primaria del paesino la normale tranquillità delle lezioni viene interrotta dalle urla che arrivano da una delle classi. Gerardo, un bambino della quinta primaria,ha ingoiato il tappo della penna, stava soffocando. Viene chiamato il 118, ma il piccolo inizia a diventare cianotico.

La situazione è disperata e qui una trama tessuta molti anni prima svela la sua essenza.In quell’istituto insegna religione Anna Maria Oliveri, nulla di strano si penserà ma, quella che sembra una presenza causale trova nell’accaduto una straordinaria ragion d’essere.

Anna Maria infatti è un medico chirurgo, si era laureata a Napoli presso la facoltà di medicina e chirurgia della seconda università, una laurea la terza, conseguita con tesi in neurologia con il prof.Tedeschi.

La fede la spingerà però a scegliere un’altra strada, si laurea in teologia e decide di seguire la sua vocazione insegnando religione. E proprio mentre stava svolgendo la sua lezione sugli angeli custodi, quel 2 ottobre, la “maestra medico” viene chiamata per scongiurare la tragedia che appare inevitabile. Quando arriva nella quinta il piccolo Gerardo è già asfittico, cianotico, lei lo prende fra le braccia, è semincosciente, poche manovre fatte nel modo giusto ed il tappo salta fuori dalla gola, Gerardo riprede a respirare.

Dopo circa 15 minuti arriva anche il 118, ma il bimbo si è già ripreso, Anna Maria, il suo Angelo Custode gli ha ridato respiro e vita. E’ un momento di gioia, tutti si stringono intorno all’insegnante che con il suo tau al collo forse non si rende ancora a pieno conto di quello che ha fatto.

Per lei aiutare, spendersi per gli altri è un modo d’essere naturale.Da ben 31 anni è accanto agli ammalati anche come ministro straordinario dell’Eucaristia e volontaria di Lourdes ed ha una sola lettura per quanto accaduto: “Ringrazio il Signore che si è servito di me per salvare Gerardo: le mie mani sono state le Sue mani… .un angelo ,nella festa degli angeli custodi ha permesso che io fossi lì pronta per il soccorso”.

E’ lei a ringraziare i suoi maestri dell’università e del pronto soccorso di Vallo della Lucania che l’hanno, dice, degnamente preparata per salvare la vita delle persone….Anche i genitori di Gerardo ringraziano Dio e la maestra-dottoressa anche per quella scelta fatta anni addietro che sembrava illogica, inspiegabile e che solo ora trova un senso.

Quel gesto di fede, scegliere se essere medico o insegnante di religione, ha salvato la vita ad un bambino di 10 anni e com’è scritto sul Talmud gerosolimitano “chi salva una vita salva il mondo intero”.

 

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