Un nuovo centro d’accoglienza per immigrati a Battipaglia? C’è una richiesta

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Un nuovo centro d'accoglienza per immigrati a Battipaglia? Un noto imprenditore ci sta provando ed è già ad uno stato avanzato della richiesta

Un nuovo centro d’accoglienza per immigrati a Battipaglia? Un noto imprenditore ci sta provando ed è già ad uno stato avanzato della richiesta. A Battipaglia, infatti, è stata creata una nuova cooperativa sociale, già in possesso del necessario certificato antimafia.

Lo scopo è di partecipare all’appalto destinato alla ricerca di strutture e soggetti idonei per l’assistenza di profughi e richiedenti asilo. La cooperativa avrebbe già presentato una richiesta ufficiale alla Prefettura di Salerno e al Ministero dell’Interno, individuando una struttura di accoglienza ritenuta idonea ed elencando una serie di professionisti che lavorerebbero all’interno del centro di accoglienza.

Un nuovo centro d’accoglienza per immigrati a Battipaglia?

La richiesta riguarda l’apertura di un Cas (Centri di Accoglienza Straordinari). Si tratta di strutture deputate a sopperire alla mancanza di posti nelle strutture ordinarie di accoglienza o nei servizi predisposti dagli enti locali, in caso di arrivi consistenti e ravvicinati di richiedenti.

Ad oggi costituiscono la modalità ordinaria di accoglienza. Tali strutture sono individuate dalle prefetture, in convenzione con cooperative, associazioni e strutture alberghiere, secondo le procedure di affidamento dei contratti pubblici, sentito l’ente locale nel cui territorio la struttura è situata. La permanenza dovrebbe essere limitata al tempo strettamente necessario al trasferimento del richiedente nelle strutture seconda accoglienza.

Il centro d’accoglienza al Rodopa

Un centro d’accoglienza già esiste a Battipaglia dal 2016, presso il Rodopa di via Spineta, gestito dalla famiglia Caprino. Il centro ha ospitato finora centinaia di migranti, alcuni dei quali sono stati individuati dall’amministrazione comunale per la realizzazione volontaria di lavori di pubblica utilità. Pochi anni fa, alcuni di loro protestarono per le condizioni del centro e perché avevano intenzione di lavorare (nonostante, per legge, non possano farlo).

Il centro per immigrati a Battipaglia

Ancora prima, nel 2010, era stato l’allora sindaco Giovanni Santomauro ad immaginare l’apertura di un centro d’accoglienza nel rione Sant’Anna. La commissione straordinaria, nel dicembre 2014, aveva dato il via libero definitivo all’operazione, con l’assegnazione di un immobile confiscato dall’Anbsc (Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata). Il centro era sorto nel rione Sant’Anna di Battipaglia, a pochi passi dal centro cittadino, in via Leopardi al civico 33, all’interno di un locale di 83 metri quadrati.

Il progetto, denominato Passepartout, era stato voluto, nel 2010, dall’ex assessore alle politiche sociali Francesco Della Corte. Il Pon (Programma Operativo Nazionale) “Sicurezza per lo sviluppo” aveva finanziato, per 80.482,69 euro, la ristrutturazione di un immobile confiscato alla criminalità organizzata, per la realizzazione del centro. L’appalto dei lavori era stato aggiudicato dall’impresa “Multiservice 2000 srl” con sede a Nocera Superiore.

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