La Certosa di Padula e la “frittata delle mille uova” in onore di Carlo V

La Certosa di Padula è uno dei più affascinanti complessi architettonici del Vallo di Diano. Ancora oggi è possibile ammirare la chiesetta

PADULA. La Certosa di Padula è uno dei più affascinanti complessi architettonici del Vallo di Diano. Ancora oggi è possibile ammirare la chiesetta e gli affreschi. I lavori della Certosa iniziarono il 28 Gennaio 1306, per volere del feudatario Tommaso II Sanseverino. È stato il secondo luogo certosino nel sud Italia, dopo la Certosa di Serra San Bruno in Calabria.

Le ragioni della costruzione furono in primis politiche, Sanseverino con la costruzione della Certosa voleva ingraziarsi i reali del Regno di Napoli, inoltre la posizione della certosa consentiva il controllo del territorio, dei grandi campi fertili circostanti dove venivano coltivati i frutti dai monaci che gestivano il complesso oltre al controllo delle vie che portavano alle regioni meridionali del Regno di Napoli. Durante le due guerre mondiali fu usato come campo di prigionia e di concentramento.

La Certosa di Padula fu dichiarata monumento nazionale nel 1882, successivamente Patrimonio dell’Unesco nel 1998.

L’imperatore Carlo V alla Certosa di Padula

C’è un’altra storia che riguarda la Certosa, secondo un racconto di sacerdote scrittore Camillo Tutini, nella Certosa alloggiò l’Imperatore Carlo V.



L’avvenimento fu riportato solo un secolo dopo nel 1640, secondo il racconto del sacerdote Carlo V giunse il 10 agosto 1535 a Padula dove decise di fermarsi alla certosa (chiamata anche di San Lorenzo).

L’imperatore era reduce da una sanguinosa battaglia, aveva sconfitto a Tunisi, in una cruenta battaglia l’ammiraglio ottomano, Khayr al-Din , detto Barbarossa era il 4 Luglio 1535. Sbarcò in Italia a Reggio e acclamato dal popolo, e sulla strada del ritorno fece varie tappe.

Si fermò per qualche giorno nella Certosa insieme ai suoi uomini, Carlo V per rispetto alla regola dei certosini, rifiutò ogni comodità offertagli dai monaci, volle adeguarsi alla vita monastica decidendo di dormire in una umile cella, concedendosi il solo agio di sostituire il pagliericcio con un materasso e le lenzuola di lana con quelle di lino. Inoltre impose ai suoi uomini di non mangiare carne ed egli stesso si adeguò alla severa regola claustrale.

I monaci si prodigarono per l’illustre sovrano e tra le tante pietanze, fu preparata nella cucina del monastero una leggendaria “Frittata delle Mille uova”, per sfamare l’intero esercito.



Per poter realizzare l’ impresa fu realizzato un ingegnoso congegno meccanico, con contrappesi e tiranti secondo principi leonardeschi che può con facilità alzare, abbassare e girare l’enorme padella in acciaio.


l’evento è stato citato nel film del ’67 “C’era una volta…” di Francesco Rosi con Sofia Loren e Omar Sharif

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