Economia

Quando a chiudere sono le scuole oltre ai negozi

La situazione economica di tutto il Paese, in particolare delle regioni del sud, ha prodotto diversi fenomeni collaterali che preoccupano quasi quanto la situazione in sé. In particolare si è assistito, oltre alla perdita del lavoro da parte di tantissimi operai, alla chiusura di diverse attività commerciali, il che tradotto significa perdita del lavoro non solo per il titolare, ma anche per i dipendenti. C’è poi stato lo spostamento del comparto produttivo di diverse aziende, nonché di numerosi call  center, in paesi dove la mano d’opera e i salari in genere sono decisamente più bassi dell’Italia.

Anche questo, chiaramente, significa la perdita di moltissimi posto di lavoro. Ma fin qui era tutto tristemente noto. Quello che non è stato preso in considerazione, invece, è che molte scuole hanno risentito anche loro della crisi. Ovviamente non solo in modo diretto, non si sta parlando di un taglio ai finanziamenti per le gite scolastiche o per l’acquisto di materiale didattico o per la nomina di nuovi impiegati e docenti, quanto dello spopolamento delle stesse.

Sì, perché in questo fenomeno agiscono due forze: una è quella causata dalla diminuzione delle nascite, e che quindi nell’immediato coinvolge soprattutto asili nido e scuole d’infanzia, l’altra è la perdita del lavoro dei genitori e la conseguente necessità di spostarsi altrove per cercarlo, che significa invece il togliere da una scuola il proprio figlio per inserirlo in un’altra.

Il materiale scolastico poi costa sempre di più e anche se si risparmia con banche come fineco, quindi con conti online, o sfruttando i siti di comparazione per il confronto carte di credito, i costi sono sempre tanti per una famiglia dove a lavorare è solo uno o peggio, nessuno. Si finisce così nel cambiare città e le scuole, soprattutto quelle dei paesi più piccoli, si svuotano, come è accaduto al Liceo del Comune di Piaggine. Qui si è dovuto ricorrere alle vie legali per consentire a 16 ragazzi, di cui uno portatore di handicap, di frequentare la scuola, rispettando quello che un è diritto, quello allo studio, di tutti.

L’avvocato Stasi ha ottenuto la vittoria dopo aver presentato ricorso al Tar di Salerno, e almeno per ora la chiusura è stata scongiurata, certi, le cose non vanno per niente bene, ma almeno per ora i ragazzi potranno proseguire gli studi senza disagi.

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