Cilento, possibili abbattimenti di migliaia di manufatti in area Parco

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Rischio ruspe e abbattimenti in area Parco del Cilento: il presidente Salvatore Iannuzzi chiede alla Regione Campania una legge straordinaria entro l’anno

Vallo della Lucania. Rischio ruspe e abbattimenti in area Parco: il presidente Salvatore Iannuzzi chiede alla Regione Campania una legge straordinaria entro l’anno, con un appello all’assessore ambiente Fulvio Bonavitacola. Sono infatti, migliaia le pratiche di condoni edilizi che rischiano di decadere in assenza del rilascio di un permesso in sanatoria.

Il 31 dicembre 2017 è la data ultima entro cui le pratiche pendenti in tanti comuni, acquisito il parere del Parco, dovrebbero esse chiuse attraverso con il rilascio di un permesso definitivo.

«Se tutto questo non sarà possibile i comuni dovranno ordinare l’abbattimento degli immobili – spiega il presidente della comunità del Parco del Cilento Vallo di Diano e Alburni – costruiti in difformità».

Il presidente Iannuzzi, da oltre un anno impegnato in questa battaglia, dopo aver coinvolto, nel maggio scorso, gli ottanta sindaci del parlamentino dell’Area protetta nell’adozione di un deliberato che fissa i criteri per le “sanatorie” si appella a Bonavitacola per una legge di salvaguardia. L’imminente scadenza del termine imposto ai Comuni dalla Legge Regionale per la definizione delle istanze di condono , rischia di generare in area Parco non pochi contenziosi tra cittadini ed amministrazioni comunali. Il comma 1 dell’art. 32 della legge 47/85 stabilisce, infatti, che ♫il rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria per opere eseguite su immobili sottoposti a vincolo, è subordinato al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo stesso». Il Consiglio di Stato, basandosi sul principio del “tempus regit actum”, ha più volte ribadito la necessità, per le opere oggetto di condono, ricadenti in area parco, di acquisire il parere favorevole dell’Ente per tutti i titoli edilizi in sanatoria rilasciati dopo l’istituzione dell’Area Naturale Protetta. «L’indeterminatezza della norma e l’assenza di criteri di indirizzi oggettivi per la formulazione del “parere” di competenza dell’Ente Parco, impediscono, di fatto, agli uffici dell’ente – evidenzia Iannuzzi – di esprimersi, determinando incertezza sui tempi delle procedure connesse al rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria da parte dei comuni nei tempi previsti dalla Legge Regionale n. 38 del 2016. In assenza della su citate integrazioni le Amministrazioni comunali, dove pendono istanze di condono, in assenza della trasmissione della documentazione integrativa, hanno l’ obbligo di applicare le procedure sanzionatorie e amministrative previste con la demolizione delle opere abusive o acquisizione ai beni del comune. Inoltre le amministrazioni locali in assenza del completamento dell’iter burocratico non potranno incassare le somme dovute dai cittadini per le attività tecnico – burocratiche connesse alla procedura, con ovvie e gravi ripercussioni sui bilanci comunali che, di fatto, nel 2018 avranno minori entrate». Per tali motivazioni Iannuzzi ha chiesto al vicepresidente della Giunta Regionale con delega all’ urbanistica, di proporre al Consiglio Regionale un emendamento alla legge che preveda il differimento, di almeno un anno (31/12/2018), per la definizione delle istanze di condono in area parco. Iannuzzi, tenacemente in trincea nella ricerca e realizzazione di soluzioni efficaci ai grandi problemi strutturali dell’Area Protetta dichiara di essere fiducioso. «Ritengo di aver proposto una strada efficace, concretatasi sia attraverso le linee guida fornite al Parco per la disamina delle istanze di condono – conclude – sia mediante la deroga richiesta alla regione Campania. Confido nella positiva risposta della Regione».

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