Tra il clan dei Casalesi arrestati spunta un avvocato salernitano

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Tra gli indagati nell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia che oggi ha portato all’arresto di quattro imprenditori e di un funzionario di un'Asl, spunta anche un avvocato campano, con studi di consulenza del lavoro a Salerno e Follonica.

Tra gli indagati nell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze che oggi ha portato all’arresto di quattro imprenditori e di un funzionario della Asl 3 Napoli Sud, spunta anche un avvocato campano, con studi di consulenza del lavoro a Salerno e Follonica.

Tra gli arrestati spunta un avvocato salernitano

Considerato come una specie di contabile dell’organizzazione malavitosa, il salernitano avrebbe assicurato la regolarità delle attività imprenditoriali e della contabilità relativa agli appalti, che in realtà non venivano mai eseguiti. Ma non solo, avrebbe anche garantito la formale regolarità degli operai al lavoro nei cantieri, spesso mai allestiti, che venivano assunti in maniera fittizia.

Grazie anche al suo lavoro, la banda sarebbe riuscita a incamerare denaro per appalti mai eseguiti per oltre 6 milioni di euro. Soldi che venivano riciclati attraverso l’acquisto, la ristrutturazione o la costruzione di edifici da parte di società con sede in provincia di Lucca (Opera Italia srl, Fl appalti srl, Edil Tre srl, Olca srl) e Grosseto (Em Appalti srl).

Il blitz della Guardia di Finanza

Avevano messo su un giro di affari utile a riciclare nel più breve tempo possibile 100milioni di euro. Per questo, oggi 17 persone sono state arrestate. 10 custodie in carcere, 7 arresti domiciliari ed altre 17 sono destinatarie di obblighi di dimora nell’ambito dell’operazione “Ghost tender” con un blitz della Guardia di Finanza di Caserta e Lucca disposto dalla Dda di Napoli e Firenze.

Questa mattina, i finanzieri hanno fatto 50 perquisizioni e sequestri di beni, per circa 6 milioni di euro, nei confronti di 30 aziende e imprenditori contigui al clan dei casalesi e relativi prestanome, nonché di un funzionario pubblico, dirigente dell’Asl 3 di Napoli sud.

Le scoperte delle fiamme gialle

Le investigazioni, coordinate dal procuratore capo Giuseppe Creazzo e dal sostituto procuratore Giulio Monferini, hanno portato alla luce una vera e propria organizzazione criminale con base nell’agroaversano che emetteva fatture false o costituiva aziende fittizie in modo da aggiudicarsi gli appalti pubblici raggirando le norme in materia.

Il gruppo si sarebbe aggiudicato oltre 50 commesse della Asl 3 di Napoli Sud, per lavori di somma urgenza e “cottimi fiduciari”, banditi per importi al di sotto di valori soglia oltre i quali sarebbe stato necessario imbastire formale gara di appalto.

In questo modo, l’invito a partecipare veniva sistematicamente effettuato ad imprese, riconducibili al sodalizio, le quali, a turno, risultavano aggiudicatarie dei lavori. Le opere però non venivano realizzate e il denaro derivante dagli appalti veniva distribuito tra i membri del gruppo malavitoso.

Le persone affiliate

Alcune delle persone arrestate sono ritenute affiliate alla cosca mafiosa dei casalesi “fazione Michele Zagaria”, notoriamente radicata nel Casertano (Casapesenna, San Cipriano D’Aversa, Trentola Ducenta, San Marcellino) e con ramificazioni in Toscana, nel Lazio e in Emilia Romagna, da sempre caratterizzata per il suo particolare attivismo nel mondo imprenditoriale e nel settore degli appalti pubblici.

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