Concorso Scuola 2016: l'assurda esperienza di una docente di Salerno

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SALERNO. Riceviamo e pubblichiamo una lettera giunta in redazione da parte di Danae Vanessa Lamparelli, docente di Salerno che, il 2 maggio scorso, ha partecipato alla prova scritta del concorso a cattedra 2016, presso una scuola del beneventano. Fa sapere la scrivente che «dal momento che la mia prova è andata perduta, ma non solo, non […]

SALERNO. Riceviamo e pubblichiamo una lettera giunta in redazione da parte di Danae Vanessa Lamparelli, docente di Salerno che, il 2 maggio scorso, ha partecipato alla prova scritta del concorso a cattedra 2016, presso una scuola del beneventano.

Fa sapere la scrivente che «dal momento che la mia prova è andata perduta, ma non solo, non l’ho potuta neanche terminare, a causa dell’incompetenza del sistema organizzativo nonché dei tecnici addetti. Ho vissuto un’esperienza assurda ed ingiusta alla quale adesso dovrò cercare di porre rimedio spendendo soldi di avvocato, per comprarmi un diritto e soprattutto ciò che dovrebbe essere normalmente giusto in un Paese normale».

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Riportiamo di seguito la lettera:

“Giorno 2 maggio 2016: ti svegli alle 6, o meglio, ti alzi, perché la testa piena di mille pensieri e nozioni ti ha assillato per tutta la notte!

Solito risveglio da panico, tipico di chi come me ha sempre vissuto con grande sforzo ed impegno ogni prova, non tanto per l’esito ed il giudizio attesi quanto per la speranza di sentirmi un po’ più forte e fiera di quello che sono e di quanto sia riuscita a fare.

Giungi presso la scuola dove devi sostenere l’ennesima prova insensata, figlia di un governo insensato e di una scuola insensata che, nonostante tutto, rincorriamo perché non abbiamo alternative, o meglio, non ci sono date. Sostieni la prova, non sai neanche tu come, forse perché tra domande inaspettate e poco consoni ai tempi e ai modi e tra il distrattore ansiogeno del timer schiaffato in faccia, hai scritto per spirito di sopravvivenza oltre che per flusso di in-coscienza!

Alla fine ti stupisci di essere riuscito, in qualche modo, a rispondere a tutto e non perché hai ripetuto e studiato i contenuti delle domande, ma semplicemente perché hai letto per curiosità e per te stesso!

Mancano ormai 17 min. alla fine della prova, accenni un sorriso ed un sospiro, ti mancano le maledette crocette di inglese, e proprio sulle crocette è iniziata la mia croce: il computer si blocca!

Chiamo il tecnico, un uomo che 5 min. prima, alla domanda di una ragazza che chiedeva se poteva chiudere la finestra ha risposto avvicinandosi alla postazione di quest’ultima e ha cercato di chiuderle la finestra sul desktop, insomma, un uomo che trasudava incompetenza.

Si avvicina alla mia postazione e spegne il pc per riattivarlo, ma mi ricompare la schermata iniziale con di nuovo i 150 minuti e delle mie 6 risposte, ovviamente confermate ogni volta, neppure l’ombra!

Insomma, questa è stata la fine degna di questo concorso, basato su una decantata competenza teorica, ma su altrettanta incompetenza sostanziale. L’importante è che Renzi dica che dobbiamo stare sereni!”.

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