Consumi e indebitamento, non bene per le famiglie italiane

Il 2017 è appena finito da poco più di un mese e questo è proprio il momento di tirare le somme e di fare dei bilanci. Su tutti i principali canali di comunicazione è stato detto che si intravedono i segnali di una seppur timida ripresa, tuttavia la crisi economica non è ancora alle nostre spalle.

Il 2017 è appena finito da poco più di un mese e questo è proprio il momento di tirare le somme e di fare dei bilanci. Su tutti i principali canali di comunicazione è stato detto che si intravedono i segnali di una seppur timida ripresa, tuttavia la crisi economica non è ancora alle nostre spalle. Sono troppe le incertezze e troppe le famiglie che non riescono ad avere uno stile di vita che sia per lo meno dignitoso, ma vediamo i dati Istat cosa dicono.

Versante famiglie, non ci sono segnali confortanti

Dal punto di vista economico e finanziario i segnali che arrivano dalle famiglie non sono troppo positivi. Secondo i dati Istat, infatti, i redditi delle famiglie sono cresciuti lievemente, stiamo parlando di uno 0,7% rispetto allo scorso trimestre, la deflazione sembra orrmai essere rimasta alle spalle, dato che il tasso è tornato ai livelli del 2013, quindi attorno all’1,2%. Tutto sembra essere positivo, al punto che l’Istat ha rilevato che le famiglie italiane, finalmente, sono riuscite a mettere via qualche risparmio. L’indebitamento, in generale, è dato in calo, ma questa è solo un’analisi statistica, che dunque non rispecchia a pieno la reale condizione delle famiglie italiane.

Sono le associazioni come Federconsumatori, Codacons (ma anche la Confcommercio dal canto suo concorda con questa linea) a suonare il campanello d’allarme, denunciando nuovi e pesanti rincari che vanno a scoprire una situazione non perfettamente in linea con quella snocciolata dai dati Istat.

Qual è il Paese reale?

I dati Istat non mostrano come la ricchezza sia realmente distribuita nel nostro Paese, motivo per il quale non possiamo basarci su di essi per avere una fotografia realistica. Per esempio, il quadro dipinto dall’Osservatorio Prodeitalia è completamente divergente da quello Istat. Sembra, secondo questa indagine, che almeno un italiano su 4 sia stato costretto a richiedere un prestito veloce(approfondimenti ed informazioni su http://www.calcoloprestito.org/guida/veloce) o a lunga scadenza, soprattutto per ricorrere a prestazioni sanitarie più o meno urgenti, cercando di supplire alle carenze di un sistema Sanitario Nazionale ormai al collasso.

Viene inoltre rilevato che sono diverse le famiglie che hanno rinunciato alle cure mediche proprio per motivi economici, e d’altro canto, invece, ci si indebita sempre più per mantenere lo status sociale, quindi un’apparenza che deve essere mantenuta onde evitare problemi appunto sociali e psicologici. Sempre secondo Prodeitalia, infatti, almeno il 5,3% degli italiani ha chiesto prestiti per poter organizzare cerimonie come matrimoni, anniversari, comunioni, battesimi, cose all’apparenza futili ma che sul piano sociale hanno una certa rilevanza.

E le imprese?

Non vanno bene nemmeno le imprese. Nel 2017 sono state quasi 12 mila le imprese italiane che hanno portato i propri libri in Tribunale, e tutto questo a dispetto degli interventi intrapresi dal Governo al fine di agevolarle e incentivarle. Insomma dal 2018 ci si aspetta un miglioramento, o per lo meno la speranza è quella.

TAG