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Coronavirus, controlli a Battipaglia “senza criteri e senza rispetto”. L’accusa di Valerio Longo (Forza Italia)

I tamponi e i test sul coronavirus a Battipaglia realizzati senza i giusti criteri e senza rispettare le regole di privacy e sicurezza. Lo afferma Valerio Longo, capogruppo consiliare di Forza Italia a Battipaglia.

Mercoledì scorso, 15 aprile, sono stati effettuati degli screening al Comune di Battipaglia per verificare presunti contagi al coronavirus. Che si sono rivelati positivi in sei casi.

Battipaglia, test per il coronavirus: le parole di Valerio Longo

“Innanzitutto mi pare doveroso sottolineare la pregevole iniziativa promossa dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno cui ha aderito l’amministrazione battipagliese al fine di monitorare i nostri concittadini e favorire uno studio epidemiologico che consentirebbe di tracciare il virus ed isolarlo – scrive Longo in una nota – Tuttavia mi sento in dovere di esprimere alcune perplessità rispetto alle modalità operative con cui, poi, di fatto, si sono svolte le attività di screening.

I test erano indirizzati in origine ai dipendenti comunali, compresi quelli di Alba, a quelli delle farmacie, ai volontari della Protezione Civile e della Spesa Solidale. Tuttavia molti dipendenti comunali lamentano di non essere stati neanche avvisati e/o convocati. Oltre a loro sarebbe stato opportuno procedere a controllare tutti i titolari e dipendenti delle altre attività commerciali aperte al pubblico anche in questo periodo di emergenza (parafarmacie, supermercati e generi alimentari, fruttivendoli, ecc.).

I tamponi, inoltre, avrebbero dovuto interessare, già il primo giorno, le categorie più a rischio e, quindi, anche gli assistenti sociali, gli operatori e gli ospiti delle strutture anziani e comunità residenziali cittadine e ovviamente i medici di base, dopodichè, e solo in via residuale, si sarebbe potuto estendere il controllo agli altri cittadini man mano individuati in base alle ulteriori attività ed esigenze.

Inoltre non si immaginava che le attività di screening si sarebbero svolte all’interno della casa comunale dove, oltre agli addetti dell’ente, sono stati fatti confluire i dipendenti della società Alba. Quasi 300 persone, tutte contemporaneamente, causando lunghe attese e una fila di persone a stretto contatto tra di loro; e neanche che i tamponi venissero eseguiti tutti in una piccola stanza, senza areazione, due persone alla volta, mentre i test sierologici addirittura nel salotto comunale, senza alcun minimo rispetto della privacy o della riservatezza.

Auspicando, comunque, il prosieguo dei tamponi sui dipendenti finora esclusi e sulle altre categorie suindicate, ovvero quelle più esposte, quelle più a contatto con il pubblico, chiediamo che si provveda ad organizzare l’attività in maniera più consona all’importanza dell’iniziativa e alle normali norme sanitarie di sicurezza.

Per concludere, voglio comunque esprimere gratitudine al sindaco per l’impegno che profonde in questo particolare frangente a tutela della città anche nella sua veste di medico e naturalmente manifestare l’affettuosa e sincera vicinanza a coloro risultati positivi al Coronavirus, in attesa comunque della verifica definitiva dei tamponi da parte dell’ospedale Cotugno di Napoli, solidale e fiducioso nel fatto che, uniti più che mai, possiamo affrontare e superare anche questa brutta avventura”.

 

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