Coronavirus, a Salerno 7 nuovi casi: “Situazione diffusa, rispettate le regole”

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Coronavirus a Salerno, la situazione al 25 luglio: sette nuovi casi in città, dall'Asl arriva l'appello a rispettare le regole

Dopo l’aumento di casi di coronavirus Salerno arriva il monito dell’Asl. “Si assiste oggi a quello che ci si aspettava con l’avvio della fase 2. Si torni a rispettare le regole” è l’appello dell’azienda sanitaria locale dopo che nella giornata di ieri, venerdì 24 luglio, sono emersi 7 positivi. Sarebbero tutti legati a due nuovi casi, recatisi al pronto soccorso con febbre ma non collegati direttamente ai cluster già accertati. A questi due casi se ne sarebbero aggiunti altri cinque, emersi da controlli successivi. Cresce il numero dei positivi anche a Pisciotta mentre, come ricorda l’edizione odierna de Il Mattino, si registra un nuovo caso anche ad Agropoli.

Coronavirus a Salerno, la situazione al 25 luglio

Salerno città dunque si registrano sette nuovi casi di positività al Covid-19. Sarebbero tutti legati a due casi presentatisi, come spiegato da fonti Asl, autonomamente al pronto soccorso con febbre. Sono stati sottoposti al tampone risultando positivi. Altro dato che emerge è che i contagi riguardano diverse zone del capoluogo.

L’appello dell’Asl

Dall’Asl l’appello è chiaro: “La città deve essere attenta da tutte le parti, perché anche se il cluster parte da un certo punto poi si dirama in giro. La situazione è diffusa, non è localizzata solo in un posto fisico, per questo motivo bisogna rispettare un pochino di più le regole, perché se la macchia si allarga possono diventare punti di possibili situazioni preoccupanti. Resta fermo un principio: che il contagio vero e proprio si stabilisce all’interno di nuclei familiari. Questo è un dato certo.

Il contagio esterno è possibile, ma nel caso di contatti stretti. Rispetto a 15-20 giorni non avevamo più febbre in giro, c’erano più positivi emersi dopo situazioni di screening. Quell’effetto che ci aspettavamo con l’avvio della fase 2 si è dilatato nel tempo, perché subito dopo c’era ancora una certa attenzione”.


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