Da Napoli alla Sicilia, il traffico di rifiuti passa per Salerno

SALERNO. Erano 20 le tonnellate di rifiuti nascoste in un rimorchio e sequestrate nel porto di Salerno ad opera della Capitaneria di Porto di Salerno, diretta dal capitano Gaetano Angora. Sequestrato anche il rimorchio entro cui erano stati illecitamente stipati i rifiuti indifferenziati, provenienti dall’interland napoletano. Da Napoli alla Sicilia, passando per Salerno L’attività investigativa […]

SALERNO. Erano 20 le tonnellate di rifiuti nascoste in un rimorchio e sequestrate nel porto di Salerno ad opera della Capitaneria di Porto di Salerno, diretta dal capitano Gaetano Angora. Sequestrato anche il rimorchio entro cui erano stati illecitamente stipati i rifiuti indifferenziati, provenienti dall’interland napoletano.

Da Napoli alla Sicilia, passando per Salerno

L’attività investigativa della Guardia Costiera di Salerno ha permesso di scoprire un importante traffico di rifiuti provenienti dall’interland napoletano. In particolare, i rifiuti erano costituiti per la maggior parte dalla frazione umida, cui però erano stati illegalmente miscelati anche rifiuti indifferenziati (materiali metallici, plastici, vetro, cartoni etc.). Dopo essere stati trasferiti ad un importante centro di raccolta del napoletano, erano stati caricati tal quale – ancora nelle buste originarie della raccolta differenziata – su di un rimorchio che doveva imbarcare su di una nave nel porto di Salerno, per poi raggiungere un altro importante centro sito in Sicilia.

Una volta transitati nel porto di Salerno, il Nucleo di Polizia Giudiziaria della Guardia Costiera diretto dal Comandante Claudia Di Lucca, ha immediatamente nutrito seri dubbi circa la veridicità delle attestazioni che erano state depositate in Capitaneria, ed ha subito predisposto ed eseguito una ispezione dell’interno carico, accertando l’effettiva illecita natura dei rifiuti – contrariamente a quanto dichiarato – sventando così un traffico illecito che avrebbe visto per ora la Sicilia quale regione in cui smaltire illecitamente parte dei rifiuti campani, ed il porto di Salerno come punto strategico per l’imbarco degli stessi.

Documentazioni false, rifiuti indifferenziati

La Capitaneria di Porto di Salerno ha accertato che la documentazione, le pratiche e le autorizzazioni erano false: ufficialmente doveva avvenire il trasporto di una frazione umida dal napoletano alla Sicilia per il tramite di Salerno. Materiale destinato ad essere recuperato e trasformato in compost di altissima qualità, tutto nel rispetto dell’ambiente e secondo la migliore pratica ecologica. In realtà, i soggetti denunciati dalla Guardia Costiera di Salerno, avevano predisposto ed utilizzato certificati ed attestazioni false, e i rifiuti viaggiavano accompagnati da un rapporto di analisi che non era compatibile ai rifiuti effettivamente trasportati. In buona sostanza, gli indagati, utilizzando questo articolato sistema, gestivano illegalmente i rifiuti, di fatto smaltendoli mediante il loro conferimento a grandi centri in Sicilia che non avrebbero mai potuto recuperarli.

Le indagini proseguono

La Guardia Costiera di Salerno, per ora, ha deferito alla Procura della Repubblica i titolari delle ditte e delle società che hanno partecipato – a vario titolo – nel traffico dei rifiuti, contestando loro gestione illecita di rifiuti finalizzata al loro smaltimento, false dichiarazioni rese all’Autorità ed uso di atto falso, procedendo inoltre al sequestro dell’intero e significativo lotto di rifiuti ammontante a circa 20mila kg e dei mezzi che lo trasportavano. Sono tuttora in corso ulteriori ed approfondite indagini, che permetteranno di accertare le responsabilità penali di tutti i soggetti responsabili dei reati contestati.

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