De Luca indagato per induzione alla corruzione

Il presidente della regione Campania si ritiene totalmente estraneo ai fatti

La Procura di Roma ha avviato le indagini a carico di sette persone tra cui il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che avrebbe truccato la sentenza contro la legge Severino.

Secondo l’accusa l’ex sindaco di Salerno avrebbe indotto in corruzione il magistrato del Tribunale di Napoli, Anna Scognamiglio, chiedendole di accogliere il ricorso di De Luca contro la sospensione dall’incarico di governatore regionale prevista dalla legge Severino. De Luca si dice totalmente estraneo ai fatti.

Lo scorso 22 luglio, confermando una precedente decisione del giudice monocratico, il magistrato Scognamiglio ha accolto il ricorso di De Luca contro la sospensione dall’incarico di governatore, che era stata disposta con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in base alla legge Severino.

Gli altri indagati

Nella stessa inchiesta è indagato, per l’ipotesi di reato di induzione alla corruzione, il capo della segretaria di De Luca, Nello Mastursi, che già lunedì si era dimesso dall’incarico. La casa di Mastursi nei giorni scorsi è stata perquisita dalla Polizia, dopo l’ordine della Procura capitolina.

Nelle indagini è finito anche Guglielmo Manna, marito del giudice Scognamiglio, in relazione a una sua richiesta di passaggio da un’Asl ad un’altra e ad un suo presunto collegamento con la sentenza emessa dal collegio di cui faceva parte la moglie.

Tra gli indagati ci sono anche un infermiere del Santobono di Napoli, Giorgio Poziello; l’avvocato Gianfranco Brancaccio; il candidato alle scorse regionali nella lista Campania Libera, l’avellinese Giuseppe Vetrano.

La reazione di De Luca

De Luca nella tarda serata di ieri ha dichiarato la sua estraneità, dicendo che è sua intenzione fare in modo che si accendano su questa vicenda i riflettori nazionali, trovandosi nella posizione di chi non sa di cosa si stia parlando.

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