Cronaca

Delitto Autuori, indagati i fratelli Merola

PONTECAGNANO. Sono Francesco e Gennaro Merola, fratelli di quel Luciano ucciso quindici anni fa a colpi di pistola, i primi due indagati per l’omicidio di Aldo Autuori, trucidato martedì sera a Pontecagnano da due killer in scooter.

I carabinieri gli hanno notificato l’avviso di garanzia per consentirne la partecipazione all’autopsia che si è svolta ieri mattina, ma oltre alla pista della vendetta (a uccidere Merola fu proprio Aldo Autuori) si continuano a battere tutte le altre ipotesi investigative, a cominciare da quella degli affari legati alla ditta di trasporti gestita dalla vittima. Francesco e Gennaro Merola sono tra le persone sottoposte, subito dopo l’omicidio, alla prova dello stub per la rilevazione di eventuali tracce di polvere da sparo. I risultati arriveranno tra una decina di giorni e al momento non vi sono indizi che possano collegarli al delitto, ma l’ipotesi investigativa della vendetta ha imposto l’iscrizione nel registro degli indagati.

Francesco lavora anche lui nel campo dei trasporti, con camion frigoriferi per le carni; Gennaro lo si conosce invece per il carretto del “muso di porco” con cui gira a Pontecagnano. «Con questa storia non c’entriamo nulla» si sono difesi, dando mandato agli avvocati Mario Pastorino e Maurizio Erra. E ieri hanno rinunciato a partecipare con un loro consulente all’esame autoptico eseguito all’ospedale di Battipaglia. Un esame che non è ancora concluso e che per questo non consente di fissare con certezza la data dei funerali, ipotizzata per mercoledì.

Tra lunedì e martedì tornerà infatti a Salerno il perito balistico di Bari che affianca nella consulenza per la Procura il medico legale Giovanni Zotti. Entrambi torneranno sul luogo dell’omicidio per ulteriori accertamenti sulla traiettoria dei proiettili; saranno inoltre esaminati gli indumenti della vittima, per verificare i fori e rilevare eventuali tracce di polevere da sparo; e non è escluso che possano disporsi altre verifiche sulla salma.

Resta ancora da chiarire se i dieci fori di proiettile riscontrati dall’esame esterno sul cadavere di Autuori siano tutti in entrata (e sparati quindi da due pistole a tamburo, che non possono contenere più di sei colpi) o se invece qualcuno sia dovuto all’uscita del proiettile. Dagli esami risulta che l’imprenditore di 45 anni è stato colpito al torace, alle spalle, a un’anca e alla nuca, dopo aver tentato invano di sfuggire all’agguato rifugiandosi dietro a un furgoncino.

(Articolo tratto da La Città di Salerno)

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