Dipendenti Tim vendevano a call center i dati dei clienti: arrestati due salernitani

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Vendevano ai call center i dati dei clienti per consentire concorrenza aggressiva e sleale:  le casseforti dei dati telefonici violate dai dipendenti Tim

Vendevano ai call center i dati dei clienti per consentire concorrenza aggressiva e sleale:  le casseforti dei dati telefonici violate dai dipendenti Tim. Tra gli indagati della maxi operazione della polizia postale e della procura di Roma che ha smascherato un vasto giro truffaldino, ai danni di alcune compagnie telefoniche, figurano anche tre salernitani, di cui due finiti agli arresti. Ai domiciliari è andato un salernitano titolare di un call center ad Angri e uno scafatese che ne aveva uno nella sua città. Indagato a piede libero, invece, un altro scafatese, dipendente del suo concittadino arrestato. Perquisiti i due call center.

Vendevano dati ai call center: due salernitani in manette

Oltre 100 specialisti del Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche della Polizia postale e delle comunicazioni, con la collaborazione dei compartimenti di Napoli, Perugia, Ancona e Roma, ieri, hanno eseguito 20 provvedimenti cautelari, con 13 arresti domiciliari ed ulteriori sette ordinanze che dispongono l’obbligo di dimora nel comune di residenza ed il divieto di esercitare imprese o ricoprire incarichi direttivi in imprese e persone giuridiche.

In totale 26 gli indagati (sei a piede libero), di Roma e campani, hanno subito perquisizioni a locali ed informatiche e sono sott’inchiesta, a vario titolo ed in concorso tra loro, per accesso abusivo a sistema informatico, detenzione abusiva e diffusione di codici di accesso, violazione della legge sulla privacy con le comunicazioni e diffusione illecita di dati personali oggetto di trattamento su larga scala.

Tra gli indagati figurano dipendenti infedeli di compagnie telefoniche. Questi si procacciavano i dati riservati degli utenti e li rivendevano ad intermediari che si occupavano di gestire il commercio illecito delle informazioni assieme ai titolari di call center.

 

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