Discount TuoDì in crisi, 4mila dipendenti a rischio

110 lavoratori licenziati e 30 dipendenti a rischio nei tre discount attualmente operativi a Scafati, Cava de’ Tirreni e Salerno

E’ sempre più incerto il futuro occupazionale dei 4mila addetti dei 400 negozi della catena discount del Gruppo Dico TuoDì, convolti loro malgrado dalla pesante situazione debitoria in cui versa la proprietà presente in 16 regioni italiane.


La situazione in provincia di Salerno

Cinque punti vendita chiusi nella provincia salernitana, 110 lavoratori licenziati e 30 dipendenti a rischio nei tre discount attualmente operativi a Scafati, Cava de’ Tirreni e Salerno.

Una crisi che sta vedendo il colosso della gdo protagonista di chiusure e cessioni di punti vendita in tutta Italia. Come denunciano anche le rappresentanze sindacali aziendali, in quattro anni si sono persi già 400 posti di lavoro, di cui 110 soltanto in Campania, che risulta una delle regioni più colpite dalla crisi che sta scuotendo il gruppo Tuodì.

Sono cinque i punti vendita già dismessi tra Pontecagnano, Battipaglia, Mercato San Severino, Sarno e Bellizzi – riferiscono i sindacati – C’è molta apprensione per il destino di trenta lavoratori sul territorio salernitano, attualmente operanti in tre punti vendita situati nel quartiere di Fratte del capoluogo, a Cava de’ Tirreni e a Scafati


I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno indetto uno sciopero di 4 ore per sabato 8 luglio “in seguito all’esito negativo del negoziato con la direzione aziendale che si è presentata al confronto a mani vuote, senza alcun piano industriale, come aveva invece garantito in un precedente incontro, volto a tutelare l’occupazione e il mantenimento dei punti vendita” si legge in una nota unitaria di Filcams, Fisascat e Uiltucs.

Le tre sigle in un comunicato congiunto diramato sui luoghi di lavoro hanno stigmatizzato lo scenario prospettato dai vertici aziendali attraverso la vendita a “spezzatino” della rete vendita che complicherebbe ulteriormente la situazione occupazionale senza nessuna garanzia sulla prosecuzione dei rapporti di lavoro.

“La proprietà ha manifestato la volontà di garantire la continuità dell’attività ormai paralizzata in molte realtà territoriali, in ragione della mancata fornitura delle merci ma l’incontro tanto atteso che doveva rappresentare una concreta svolta per conoscere il futuro del Gruppo non ha prodotto alcuna novità, piuttosto ha alimentato le preoccupazioni già presenti” si legge nella nota.

“Considerando la situazione aziendale insostenibile, chiedono chiarezza sulle prospettive aziendali e sulla salvaguardia dell’occupazione” si legge.

Le tre sigle promuoveranno una campagna di informazione sullo stato di crisi del Gruppo. Un primo riscontro sulla complicata vertenza è stato intanto incassato dal ministero dello Sviluppo Economico MiSE che ha informalmente comunicato ai sindacati la disponibilità al confronto.

Fonte: adnkronos

TAG