Dragaggi dei fondali del porto di Salerno: le verifiche dell’Anticorruzione

Porto Salerno

Finiscono sotto la lente di ingrandimento dell'Autorità nazionale anticorruzione i lavori per i dragaggi dei fondali del porto di Salerno

Finiscono sotto la lente di ingrandimento dell’Autorità nazionale anticorruzione i lavori per i dragaggi dei fondali del porto di Salerno. I vertici dell’autorità di Sistema del mar Tirreno Centrale hanno ricevuto la richiesta di verifica da parte dell’Anac sulla procedura con cui l’authority ha assegnato al Cugri – il centro di ricerca interuniversitario – i monitoraggi prima, durante e dopo gli interventi di scavo dei fondali e dell’ampliamento dell’imboccatura del porto, sia per quello che riguarda l’inquinamento atmosferico che acustico.

Dragaggi dei fondali del porto di Salerno

A rivelare queste ulteriori indagini che vedono protagonista una delle opere più grandi e importanti degli ultimi anni per Salerno, è stato lo stesso segretario generale dell’autorità di Sistema del mar Tirreno Centrale, Francesco Messineo, a margine del primo appuntamento dei Forum Economia ideati e organizzati dall’Associazione Impegno e Passione Aip-Andoc Accademia dei Dottori Commercialisti Salerno, in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Salerno, svoltosi ieri mattina alla stazione marittima di Zaha Hadid.

Parla Francesco Messineo

«Abbiamo ricevuto tutto l’elenco di documentazione che i vertici dell’autorità anticorruzione hanno chiesto per poter analizzare bene la situazione – spiega Messineo – e abbiamo ottenuto, tra le altre cose, anche un incontro a stretto giro in sede romana per poter chiarire la questione. Io non posso nascondere il rammarico per la situazione che si è creata, perché nel momento in cui è stata scelta questa procedura, e cioè l’intesa tra due enti pubblici collegati da un forte interesse comune, si è scelto parallelamente un discorso di qualità ed eccellenza scientifica dei risultati che sarebbero venuti fuori. Ci tengo a sottolineare – continua Messineo – che questo stesso interesse comune ai fini della ricerca e della scientificità assoluta dei risultati non ci sarebbe sicuramente stato nel caso in cui avessimo proceduto ad una gara con privati, in cui alla qualità finale del prodotto si tende a privilegiare il profitto personale».

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