Cronaca

Dragonea, scuola chiusa. De Simone: “La riapriremo”

L'incontro che fa chiarezza sulle sorti della scuola

Il sindaco di De Simone ha incontrato le mamme di Dragonea per informarle sullo stato della chiusura della scuola. L’incontro si è tenuto ieri pomeriggio 19 maggio, per fare chiarezza sullo stato dei lavori e sulle previsioni di riapertura del plesso scolastico chiuso da ben tre anni.

Scuola chiusa a Dragonea

Il primo cittadino, accompagnato dal personale dell’ufficio tecnico comunale, dopo aver fatto una cronistoria della vicenda iniziata col finanziamento Miur del 2018, alla domanda delle mamme circa la tempistica per la riapertura ha ribadito che per dicembre 2022/gennaio 2023 la scuola dovrebbe essere riaperta.

Il comitato dei Dragonea

Il comitato civico di Dragonea, al termine dell’incontro, spiega: “Lo scetticismo delle mamme è stato tanto, visto che al momento non sono ancora ripartiti i lavori, per di più le condizioni della copertura dell’edificio prevede l’ulteriore impiego di somme da stanziare per provvedere alla messa in sicurezza”.

Le mamme: disagi per i bambini

Le mamme, inoltre, hanno ribadito il disagio delle trasferte dei loro bambini al plesso di Raito ed hanno avanzato la richiesta (nel frattempo che i lavori riprendano e proseguano) di trasferire i loro bambini presso il plesso di Benincasa. A questa richiesta il sindaco ha riferito che avrebbe valutato tale possibilità interagendo direttamente con la dirigente scolastica.

È stato dunque un incontro molto accesso e sentito nella frazione e le mamme al termine dell’incontro si sono riservate di interpellare nuovamente il sindaco fra circa tre mesi per verificare lo stato effettivo di avanzamento dei lavori. I genitori infine hanno lanciato l’ultimatum, quale extrema ratio: se agli annunci non seguiranno i fatti valuteranno addirittura la possibilità di trasferire i loro bambini in altre scuole.

Il comitato, infine, ne approfitta per lanciare un messaggio agli amministratori locali: “Caro sindaco, cari assessori, Dragonea non ha bisogno di capipopolo che si facciano carico dei problemi che voi siete tenuti a risolvere, c’è bisogno di dare voce ai tanti problemi della frazione, bene, lo facciamo da anni, ma quello che è un vostro dovere non deve diventare ogni volta una nostra richiesta“.

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