Cronaca

Droga ed estorsioni nella Valle dell’Irno: arrivano 22 condanne

Droga ed estorsioni ai danni dei cantieri della Valle dell’Irno. Arrivano le prime condanne ai componenti il sodalizio criminale guidato dal paganese Pietro Desiderio – alias “Pierino Maradona” -, che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato.

In 22 (41 in tutto le persone a giudizio, gli altri hanno scelto il rito ordinario) sono comparsi dinanzi al Giudice per le Udienze Preliminari del Tribunale di Salerno Ubaldo Perrotta, che ha letto il dispositivo di sentenza.

Le condanne

  • 14 anni di reclusione il paganese Pietro Desiderio (il pm della direzione distrettuale antimafia Giancarlo Russo, ne aveva chiesti 18);
  • 2 anni e 6 mesi Antonio Desiderio (la richiesta era di 13 anni)
  • 10 anni Biagio Villani di Roccapiemonte
  • 12 anni Michele Villani di Roccapiemonte
  • 10 anni Gianbattista Coppola di Nocera
  • 7 anni Pietro Attanasio
  • 3 anni e 8 mesi Angela Bonazzola
  • 4 anni e 6 mesi Gianluca Bonazzola
  • 5 anni e 6 mesi Luigi Bove di Roccapiemonte
  • 6 anni Luigi Coppola di San Severino
  • 6 anni Sisto Ferrara di Roccapiemonte
  • 8 anni Alessandro Iannone di San Severino
  • 4 anni e sei mesi Nicola Liguori di Pagani
  • 5 anni Francesco Mandile di San Severino
  • 3 anni Giuseppe Manuel Picarella di San Severino
  • 5 anni Luigi Romano
  • 5 anni e 6 mesi Alessio Ruggiero di Roccapiemonte
  • 8 anni Rosario Scifo di San Severino
  • 6 anni Vincenzo Senatore di Roccapiemonte
  • 1 anno Giovanna Spista di Striano
  • 6 anni Salvatore Torino di Roccapiemonte
  • 6 anni e 6 mesi Ettore Vicidomini di Nocera
  • 4 anni a Andrea luigi Pisciotta

Il blitz e le accuse

Il 24 marzo 2017 scattò il blitz con 33 arresti, sulla scorta delle indagini avviate nel settembre del 2014 dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale e della Compagnia di Mercato San Severino.

Tutti erano accusati di estorsioni ai danni di commercianti della Valle dell’Irno. Fu accertato anche l’utilizzo di armi da fuoco, comuni e da guerra, tra cui anche Kalashnikov Ak47, completo di due caricatori e del munizionamento, trovato e sequestrato il 16 gennaio del 2015 in un fondo agricolo di uno degli indagati.

Secondo gli inquirenti al vertice dell’organizzazione c’era Pietro Desiderio, con funzioni di promotore capo ed organizzatore del sodali. Era lui ad occuparsi di ideare ed organizzare le condotte criminali, dirigere il gruppo nella consumazione dei delitti, in particolare quelli estorsivi e inerenti il traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Desiderio “riceveva” gli operatori commerciali presso la propria abitazione di Sant’Angelo di Mercato San Severino, dove era detenuto agli arresti domiciliari (dal marzo del 2013 al 21 settembre 2015). La propria abitazione era anche il luogo d’incontro con gli affiliati, al fine di elaborare le strategie criminali, custodire e tagliare la sostanza stupefacente, oltre che le armi a disposizione del gruppo.

FONTE: Le Cronache

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