Droga in provincia di Salerno, soldi riciclati nelle macellerie: tutti alla sbarra

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Droga in provincia di Salerno: alla sbarra tutti gli indagati per un traffico i cui soldi sarebbero stati riciclati nelle macellerie. Ecco tutti i nomi

Droga in provincia di Salerno: alla sbarra tutti gli indagati per un traffico i cui soldi sarebbero stati riciclati nelle macellerie. Ecco tutti i nomi.

Alla sbarra 76 indagati per i soldi della droga riciclati nelle macellerie

Riciclavano i soldi provento dallo spaccio in macellerie. Quasi tutti i 76 indagati hanno scelto di affrontare il dibattimento. Meno di quelli che il 7 ottobre compariranno dinanzi al Gup per il rito dell’abbreviato, tra questi vi è Roberto Benicchi e Pietro del Mastro.

Hanno scelto invece, il rito ordinario tra gli altri:

  • Sabino De Maio,
  • Sergio ed Enrico Bisogni,
  • Palma Cosma,
  • Roul Piano,
  • Jessica Di Benedetto,
  • Biagio Parisi,
  • Francesco Rainone,
  • Matteo Calonico,
  • Alessandro GlorianteAlfonso Piano,
  • Francesco Russo.

Tutti, gli oltre sessanta imputati il primo ottobre compariranno dinanzi ai giudici nell’aula bunker di Salerno. Secondo le accuse alcuni degli imputati rimpegnavano le somme frutto dello traffico di stupefacenti in attività commerciali.

Sabino De Maio, attraverso Carmine Giuliano e Marco Imparato riforniva Roberto Benicchi di imprecisati quantitativi di droga. In un occasione, vi fu un accordo per la fornitura di grammi di cocaina al prezzo di 2700 euro. Avevano posto in piedi, secondo le accuse, una capillare rete di spaccio sul territorio che va da Salerno a Bellizzi e non solo.

Ognuno aveva un compito ben preciso. Salvatore, Giuseppe e Luigi del giorno sono anche accusati di aver investito in attività economiche di tipo imprenditoriale le somme di denaro provenienti dall’attività di spaccio. Nel dettaglio avrebbero rilevato gli esercizi commerciali “La macelleria Tipica Salernitana”; il “Nuovo emporio delle Carni di Russo Francesco”, “Al Vitello d’oro” e la pescheria “Da Franco”.

Attività che sarebbero state intestate a Manuela Del Giorno, Francesco Russo, Armando Del Giorno e Francesco Basso. L’attività investigativa all’epoca, è stata portata avanti attraverso numerose intercettazioni e pedinamenti.


Pina Ferro

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