Lavoro

E’ ebolitana la prima beneficiaria del fondo M5S al microcredito

EBOLI. Il micro-credito è realtà. A Napoli il Movimento 5 Stelle ha presentato la prima beneficiaria che ha avuto accesso al fondo dedicato a PMI e lavoratori autonomi con partita Iva che hanno fatto richiesta sul sito www.fondidigaranzia.it per ottenere fino a 25mila euro. Circa 30 milioni di euro sono stati messi a disposizione dal ministero dello Sviluppo economico mentre altri 10 milioni derivano dai versamenti dei parlamentari del gruppo M5S.

“Solo con lo stipendio di 140 parlamentari del Movimento – spiega il Vicepresidente della CameraLuigi Di Maio – abbiamo fatto ripartire 8000 imprese e creato potenzialmente 16mila posti di lavoro. I soldi ci sono – prosegue Di Maio – solo che i partiti se li fregano e non li restituiscono ai cittadini”.

Dalla pagina facebook le riflessioni di Antonella Bognanni:

“Ecco, oggi ho avuto i miei warholiani 5 minuti di celebrità. Li ho avuti perchè per far crescere la mia attività ho fatto richiesta, tramite un bando pubblico, di un microcredito.
Riflessione 1:
Pare che la mia sia stata la prima richiesta relativa a questi fondi ad essere approvata, ed oggi mi sono stati simbolicamente consegnati i fondi che ho richiesto. Non è un regalo, è un aiuto per poter dare nuovo impulso alla ma attività, sono soldi che dovrò restituire lavorando, sia ben chiaro. Per questo il fatto che in Italia queste cose facciano notizia mi ha fatto riflettere, e mi ha confermato ancora una volta che non vivo in un Paese normale.
Riflessione 2:
Dietro di me c’erano le bandiere del Movimento 5 Stelle, perchè il Fondo è in parte finanziato dagli stipendi che i parlamentari del Movimento si “auto-tagliano”. Io non appartengo ai 5 Stelle e, come ho detto nelle interviste (ebbene sì, sono stata intervistata. Aiuto!) io non li ho neanche mai votati. E anche questa è stata una notizia “clamorosa” della giornata. E anche questo mi ha fatto riflettere. Il bando era pubblico, accessibile a tutti, e il fatto che finanzi cittadini comuni, e non “amici di” in un Paese normale non dovrebbe far notizia”.

 

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