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Eboli: diffida al Comune dalla Fi.Mo, amministrazione risponde: “difesa disperata”

EBOLI. La Fi.Mo presenta una diffida nei confronti del Comune, e lo fa con il suo legale il senatore Franco Cardiello. L’amministrazione risponde indignata: «si prega bene e si razzola male». Dopo un primo ricorso presentato al Tar e rigettato da quest’ultimo la società che fino al 31 dicembre era affidataria del punto di ristoro all’interno del palazzatto sportivo ebolitano tenta di nuovo le vie legali.

Questa volta lo fa tramite il Franco Cardiello che in passato aveva denunciato la corrente amministrazione di essere poco trasparente. Le accuse vengono oggi rilanciate dalla giunta comunale, che accusa il senatore di Forza Italia di essere incoerente con quanto detto in passato, difendendo in sedi legali la Fi.Mo: «si predica bene, chiedendo trasparenza e lotta ad ogni forma di irregolarità ed abusivismo. Poi però si razzola male, finendo addirittura con il difendere posizioni di irregolarità, inadempienza ed abusivismo.

È il caso di una diffida giunta nella mani di uffici ed amministratori comunali con la quale la società Fi.Mo srl diffida dal proseguire nelle operazioni di sgombero. Una diffida che, secondo il legale della società, il senatore Cardiello, si giustificherebbe con un giudizio pendente davanti al Consiglio di Stato»

Parole dure in special modo da parte del vicesindaco Cosimo Pio Di Benedetto, che accusa il senatore Cardiello di aver omesso nella diffida una decisione del Consiglio di Stato: «la società condannata ed il suo difensore, il senatore Cardiello omettono di dire nella diffida che il Consiglio di Stato ha già rigettato, l’8 marzo scorso, il decreto cautelare. In pratica la sospensiva della sospensiva».

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