Eboli, Franco Cardiello risponde all’amministrazione: «da che pulpito viene la predica»

Dopo le accuse di «predicare bene e razzolare male» il senatore di Forza Italia risponde con toni altrettanto duri: «evidentemente sono poco lucidi».

EBOLI. In seguito alle accuse subite ieri dall’amministrazione Cariello, ed in particolare il vicesindaco Cosimo Pio Di Benedetto, il senatore di Forza Italia Franco Cardiello risponde con toni altrettanto duri a quanto detto. Nel comunicato diffuso ieri l’amministrazione ebolitana avrebbe dichiarato senza mezze misure che Cardiello «predica bene e razzola male». Questo a causa del ruolo ricoperto dal senatore di Fi in una causa aperta tra Comune e la Fi.Mo srl, di cui Cardiello sarebbe il legale, sul punto di ristoro del Palasele.

«Probabilmente il vicesindaco, poco lucido in questo delicato momento della legislatura, dimentica che il sottoscritto da oltre trent’anni compie il proprio dovere in campo penale senza compromessi con nessuno e a tutela finanche dei cittadini che subiscono violazioni di legge sfocianti in abusi ed omissione d’atti d’ufficio – scrive indignato Cardiello – nella sua maggioranza vi sono colleghi in palese conflitto di interessi con l’Ente, sia nel campo civile che in quello penale dove vengono difesi dipendenti indagati per reati gravi contro la P.A., ma questo viene omesso e dimenticato

La querelle relativa al Bar Palasele va chiarita in relazione ai seguenti aspetti: nel processo amministrativo il rigetto della domanda cautelare non corrisponde alla definizione del processo che, fin quando non viene deciso nel merito, è sempre pendente; i fatti accertati, penalmente rilevanti e riconducibili a persone già identificate saranno vagliati e approfonditi dalla Procura di Salerno; una lettera di diffida legale serve proprio ad evitare inutili contenziosi e, nel caso in esame, sarebbe di supporto alla Pubblica amministrazione se dall’altra parte vi fosse un momento di lucidità.
Chiarite le vicende giuridiche, è evidente che chi predica legalità e non la mette in atto nelle azioni amministrative incorre in una pessima figura istituzionale. E’ il caso di porre una grande lente di ingrandimento su cosa è stato fatto in questi venti mesi di gestione politica nel settore patrimonio. Farebbe bene il vicesindaco a sgomberare il Centro Spartacus e tutti gli altri immobili comunali che non sono stati mai assegnati con una procedura ad evidenza pubblica, che costano il doppio all’Ente visti i mancati introiti derivanti da mensili irrisori, anzichè continuare a favorire assistenzialismo e clientele».

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