Eboli, lavori di pavimentazione sbagliati: si lavora per il ripristino

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Il consigliere comunale di Eboli, Damiano Cardiello, denuncia errori nei lavori di pavimentazione del centro storico: adesso si lavora per il ripristino

EBOLI. Il consigliere comunale di Eboli, Damiano Cardiello, denuncia errori nei lavori di pavimentazione del centro storico: la Sopraintendenza ritira le autorizzazioni e adesso si lavora per il ripristino.

La Soprintendenza ritira le autorizzazioni per i lavori di pavimentazione al centro storico: sono sbagliati

La denuncia del consigliere comunale Damiano Cardiello, l’intervento della Soprintendenza con un ultimatum dato all’amministrazione comunale. La pavimentazione delle strade “Via Domenico Romano, Vico IV Rua, Largo porta Santa Sofia, Largo Potifredo” diventa un caso, infatti non è stata realizzata come da autorizzazione, che prevedeva l’utilizzo della pietra Berat. Cosa effettuata solo per Largo Potifredo.

Cardiello che ha inoltrato la sua denuncia alla stessa Soprintendenza e al Ministero dei Beni culturali, dopo un sopralluogo in queste zone ha verificato che la pavimentazione risultava difforme alla condizione posta, infatti trattasi di pietra arenaria giallo/ruggine e non di pietra calcarea albanese come da autorizzazione. Cardiello nella sua denuncia chiede il ripristino e la tutela della bellezza artistica e storica del centro antico del Comune di Eboli previo controllo sul posto da parte delle autorità competenti.

«Il ripristino deve essere pagato da chi negli uffici ha combinato tutto questo, non può pesare sulle tasche degli ebolitani» tuona Cardiello. Ma non basta. Lo stesso Soprintendente, in risposta alla stessa interrogazione di Cardiello ma anche ad una denuncia di una cittadina che aveva inviato una raccomandata ha accertato che i lavori nelle tre strade indicate da Cardiello erano stati effettuati prima ancora che fossero adottati i provvedimenti dell’ufficio e dalle foto allegate è stato effettivamente rilevato che è stato utilizzato materiale difforme da quello indicato nelle prescrizioni dalla Soprintendenza. Quindi si legge lavori effettuati in violazione della legge, trattandosi di zona a tutela paesaggista per cui non è possibile rimediare in sanatoria. E in 45 giorni praticamente bisogna rimettere le cose a posto in quanto è stato avviato in autotuela il ritiro delle autorizzazioni.


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