Cronaca

Eboli, brindisi di matrimonio sul tetto dell’ospedale: la denuncia

Brindisi di matrimonio sul tetto dell’Ospedale di Eboli. L’episodio è ora oggetto di un’interrogazione regionale presentata dai consiglieri del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino e Michele Cammarano.

Brindisi di matrimonio sul tetto dell’ospedale di Eboli: la denuncia

Un piccolo incontro, in forma privata, con dei colleghi ed estranei. Il direttore sanitario avrebbe così festeggiato il suo imminente matrimonio. Il caso finisce in Regione.

I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, chiedono al governatore Vincenzo De Luca di fare chiarezza sull’accaduto, oltre che a prendere provvedimenti.

La denuncia

“La festa privata nell’ospedale pubblico chi ha consentito l’ingresso a ospiti esterni alla struttura, chi ha pagato e contattato il servizio di catering e chi ha autorizzato i medici, in camice bianco, a lasciare i reparti durante il turno di lavoro”.

L’episodio potrebbe finire anche oggetto di un’indagine parallela dell’Asl. Alcune foto di quel momento, condiviso anche privatamente da più persone sui social, sarebbero state inviate anche al ministro della sanità, Giulia Grillo. Nell’interrogazione, i due consiglieri regionali chiedono però conto anche di altro. E cioè delle condizioni “pessime” dei bagni del pronto soccorso per i disabili, che risulta “chiuso”.

Sono state poi segnalate “carenze igieniche” anche in altri reparti. Non solo. Vi sarebbe anche un problema di imboscati:

“Un gran numero di dipendenti dell’ospedale – si legge nel testo – viene adibito a funzioni di amministrazione e staff. Il personale tecnico di manutenzione è senza mansioni. Per le ingiustificate attribuzioni delle mansioni diverse dalla qualifica di appartenenza, si è arrivati all’accorpamento di neurologia, così come dell’otorino con la chirurgia.

Perchè la direzione sanitaria occupa i locali della neurologia? A Eboli si ricorre spesso alle prestazioni aggiuntive con i turni notturni, in spregio alla normativa europea. E’ inoltre disattesa la normativa sulla reperibilità per ciascun medico”.

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