Eboli, violazione di domicilio: assolti due vigli urbani, accusatrice denunciata per calunnia

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Il Tribunale di Salerno ha assolto due vigili urbani accusati di violazione di domicilio presso un'attività commerciale. Adesso l'accusatrice rischia

Il Tribunale di Salerno ha assolto due vigili urbani accusati di violazione di domicilio presso un’attività commerciale. Adesso l’accusatrice rischia.

Assolti i due vigili urbani

Ieri mattina il Tribunale di Salerno, giudice Zambrano, con sentenza n. 316/2019, ha assolto due agenti del comando di Polizia Locale di Eboli che erano finiti alla sbarra per violazione di domicilio, violenza privata, falso ideologico e materiale in atto pubblico.

La sentenza di assoluzione è stata emessa con la formula “perché il fatto non sussiste”. I due erano stati messi sotto accusa dopo un controllo commerciale effettuato nel 2016 presso l’abitazione di una donna nel quartiere Pescara di Eboli. Per il Tribunale di Salerno, dunque, non avvenne alcuna perquisizione, ma semplicemente un controllo commerciale volto a verificare l’esistenza di un’attività abusiva, come aveva sempre sostenuto gli agenti della Polizia Locale di Eboli.

Anche lo stesso pubblico ministero, dopo l’arringa dell’avvocato difensore, Costantino Cardiello, si era convinto dell’innocenza dei due agenti e ne aveva chiesto l’assoluzione. Decisiva era stata la prova testimoniale richiesta dalla difesa. Infatti, nel gennaio scorso, era stato sentito l’allora avvocato difensore della donna, risultato anche testimone oculare, che aveva dichiarato che mai i due agenti avevano avuto atteggiamenti minacciosi o si fossero introdotti nell’abitazione della signora senza il suo consenso.

I due operatori entrarono nella sua abitazione solo su invito della stessa e del suo avvocato, per effettuare un controllo commerciale su un esposto anonimo inviato anche alla Procura della Repubblica ed alla Guardia di Finanza, oltre che all’ispettorato del lavoro, in cui si denunciava l’attività abusiva della professione di estetista, in quanto la stessa aveva pubblicizzato, attraverso face book, la sua attività.

La donna prima fece entrare i due agenti, mostrandosi amichevole e cordiale, ma poi il giorno seguente li denunciò, costituendosi parte civile per chiedere un risarcimento danni. Ora la stessa accusatrice è stata denunciata per calunnia, danno biologico e danno d’immagine, e nei suoi confronti si costituiranno parte civile i due agenti ed il Comune di Eboli, che per l’intero processo ha dovuto sostenere le spese legali dei due dipendent

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