Politica

Elezioni, Aliberti risponde a Iannone: «Scaricare la colpa su di me è ridicolo»

SCAFATI. In merito alle dichiarazioni e agli attacchi di Iannone (FdI), il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, ha rilasciato un comunicato di risposta:

«I dati delle regionali 2005 di Alleanza Nazionale e Forza Italia sono rimasti più o meno invariati rispetto al 2015 (10.04 % per Alleanza Nazionale e 11.78 % per Forza Italia) ma, mentre gli esponenti di AN/FdI in questi anni hanno gestito il potere (Sanità, Provincia, presenza in Giunta e IACP), noi di FI eravamo a “soffiare i palloncini”. Se Caldoro ha ottenuto in queste regionali ottimi risultati in tutte le province e ha perso in modo così netto in Provincia di Salerno, la responsabilità è gran parte di chi era responsabile della gestione politica del centrodestra. Il dato più significativo rimane quello di Mercato S. Severino, dove un sindaco di FdI, da cinque anni in Giunta regionale, ha consentito a De Luca di massacrarci sul piano elettorale. Di Giorgio, sindaco forzista di Montecorvino Pugliano, con il quale Iannone mette a confronto Romano per quanto riguarda il risultato elettorale, non può essere termine di paragone: non è mai stato assessore regionale. Questa è la differenza fra i due.
Scaricare su di me la colpa del KO del centrodestra in Provincia di Salerno, con un dato ottenuto a Scafati da FI del 31%, percentuale più alta d’Italia per i Comuni al di sopra dei 50 mila abitanti, è davvero ridicolo!.
Inoltre, FdI ha la faccia tosta di lamentarsi del dato delle provinciali quando con arroganza ha scelto da solo il candidato, a Scafati, alle scorse amministrative ha cercato di spodestarmi in accordo con la sinistra e una volta eletto ha provato anche a sfiduciarmi!
Se vogliamo ricominciare la stagione del dialogo dobbiamo farlo riconoscendo a Forza Italia la leadership del centrodestra in questa Provincia e cominciare a lavorare con lealtà già dai ballottaggi che si terranno nei Comuni di Angri, Eboli, e Cava de’ Tirreni per far vincere i candidati che sono più vicini alla nostra parte politica».

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