Elezioni, Battipaglia – 15 domande ai candidati a sindaco: intervista a Pietro Ciotti

Questionario a cura di Paolo Vacca BATTIPAGLIA. L’Occhio di Salerno incontra i candidati a sindaco per le prossime elezioni amministrative a Battipaglia. Un questionario di 15 domande uguali per tutti. Ecco come ha risposto Pietro Ciotti: 1. Perché ha deciso di candidarsi a sindaco? Per costruire un progetto programmatico ed un nuovo modello per la mia […]

Questionario a cura di Paolo Vacca

BATTIPAGLIA. L’Occhio di Salerno incontra i candidati a sindaco per le prossime elezioni amministrative a Battipaglia. Un questionario di 15 domande uguali per tutti. Ecco come ha risposto Pietro Ciotti:

1. Perché ha deciso di candidarsi a sindaco?

Per costruire un progetto programmatico ed un nuovo modello per la mia città. Perché ho visto, e con me lo hanno visto davvero in tanti, una Battipaglia in ginocchio, affondata in una palude, col capo chino. E, da cittadino di questa terra, non potevo girarmi dall’altra parte ed osservare. Così, insieme a tanti amici, abbiamo costituito l’associazione Comunità Storia e Futuro, era il 2013. I partiti erano inesistenti, la politica si era azzerata, con il commissariamento e poi lo scioglimento per infiltrazione camorristica, era scomparsa. L’associazione, col tempo, è cresciuta, ha realizzato quel progetto, costruito un’offerta programmatica vera ed un nuovo modello politico, che ha un solo obiettivo, Battipaglia da cambiare nella discontinuità, un concetto chiave. Per costruire la città che verrà, programmando interventi per i prossimi dieci/vent’anni, ma guardando anche all’oggi e alle piccole cose quotidiane divenute straordinarie e non diritti normai e naturali.

2. I commissari hanno approvato le linee guida del PUC, data l’obsolescenza di quello vigente. Se eletto, la sua amministrazione darà finalmente a questa città un piano regolatore? Seguirà le linee dei commissari? Come pensa di mettere argine alle infiltrazioni camorristiche? E soprattutto: i tempi?

Il punto focale dell’azione di questi anni è stato proprio il Puc. Abbiamo sempre ritenuto che esso dovesse essere frutto di scelte politiche, fatte dalla politica e non dai commissari. E per questo abbiamo realizzato, con i tecnici dell’associazione che hanno lavorato molto e gratuitamente, una proposta di Puc per la città, diviso in vari step. Il Puc Infrastrutture, con la previsione di realizzare un anello viario intorno alla città per dividere il traffico nell’area urbana da quello dell’area extraurbana, utilizzando in gran parte strade già esistente, quindi ad impatto zero e con oneri davvero minimi. Abbiamo realizzato il Puc Mobilità, per le merci e le persone, che guarda alla Ferrovia, su cui e per cui è sorta Battipaglia: quadruplicamento dei binari – esiste già un progetto; Metropolitana leggera fino a Contursi e solo potrà reggere anche quella di Salerno; interporto e aeroporto, ma anche parcheggi al termine delle strade principali della città, a costi irrisori; una città che possa essere di tutti, di chi la vive, dei pendolari che dalla provincia possono giungere qui, parcheggiano e prendono il treno; treni che funzionano; ma anche un sistema di trasporto interno alla città che mette in collegamento centro e periferie, con la possibilità di ragionare su orari e percorsi sulla base delle esigenze dei battipagliesi. E quindi la vivibilità di una città che ha bisogno di respirare, di un mare pulito perché le acque, le nostre, che vi giungono siano depurate.  Ma nel Puc ci sono anche le attività produttive, con la nostra area industriale e quelle eccellenze che fanno dell’agroalimentare battipagliese un vanto nel mondo. Battipaglia deve diventare una città che attrae investimenti, e quindi lavoro, occupazione, ricchezza. Di ciò che c’è in Comune, di ciò che troveremo, utilizzeremo il meglio, quello che più si avvicina al progetto costruito insieme ai cittadini, gli stessi che andiamo a rappresentare. Quindi porteremo lì, attraverso di noi, la loro voce, i loro obiettivi. Quanto al resto, vigileremo con la massima attenzione, il fango delle motivazioni dello scioglimento non dovrà mai più appartenere alla nostra comunità. E questo lo fare da subito. Costruiremo e stabiliremo regole certe e chiare per tutti, senza favoritismi, clientelismo. Ad iniziare dalla pianificazione urbanistica, eliminando la discrezionalità della politica e anche dell’apparato burocratico.

3. Il Comune è a rischio dissesto. Come intende risanare la disastrosa situazione economica?

I commissari, tra le altre cose, avevano ed hanno avuto anche il compito di inquadrare i conti del Comune. Di riportare equilibrio in essi. E per questo, per evitare il dissesto si è scelto di fare un riequilibrio di bilancio, che è costato un mutuo enorme che pende sulla testa dei battipagliesi. I margini sono quindi ristretti. Bisognerà lavorare per priorità, per assicurare una presenza delle istituzioni attenta a tutto, perché Battipaglia deve essere la città di tutti. E bisognerà aumentare la base degli introiti, proprio aumentando la ricchezza. Tutto è collegato. Se Battipaglia attrae imprese, lavoro, persone, aumentano anche gli introiti.

4. Litoranea e viabilità: due annose questioni. Come intende affrontarle?

Sento sempre i paragoni con Rimini, ma la realtà è che soprattutto d’inverno o di sera, in Litoranea non ci puoi andare se non coi carri armati per quello che c’è. Un’area enorme, con grandi potenzialità ed opportunità per la città. Quattro km in una zona che vede i cittadini vivere anche con timore, con la paura e quindi con una limitazione di quella necessaria vivibilità che dovrebbe essere assicurata ad una città normale. C’è un problema di immigrazione da affrontare, con un tavolo permanente tra Comune forze dell’ordine, per un’azione congiunta e concertata Le ordinanze del sindaco non servono a nulla se non si concertano le azioni. Se non si dà sicurezza ai cittadini per quella criminalità che è diffusa lungo la litoranea, ma questo vale anche per altre aree, sia pure in maniera differenziata nelle modalità e nelle rappresentazioni della (in)sicurezza.
La viabilità, invece, è legata tutta al Puc, è contenuta in quel progetto che costituisce il faro su cui lavorare, è il fulcro del progetto a cui stiamo lavorando da tempo, #battipagliadacambiare, per costruire la #cittàcheverrà, il futuro.

5. Si sente spesso parlare di “rilancio del commercio”. Come intende fare qualcosa di concreto in merito?

Il commercio non va solo rilanciato. Va riorganizzato, va riassettato. Sostanzialmente ritorniamo al discorso della programmazione urbanistica perché è fondamentale ridefinire un’area in cui il cuore della città possa vivere e respirare e, perché no, riattrarre quel flusso di persone che per decenni arrivava a Battipaglia da ogni luogo proprio per le attività commerciali di qualità. Bisogna riqualificare il territorio magari decidendo di pedonalizzare l’area del centro, come avviene nelle città delle nostre dimensioni. Significa realizzare una nuova ‘agorà’ così come lo sono oggi i centri commerciali, e questo vorrebbe dire realizzare anche dei parcheggi capienti e magari a poco prezzo: se uno arriva a Battipaglia da Potenza, per dire, lascia la macchina in tutta sicurezza e con un euro sosta per mezza giornata, probabilmente le persone verranno.

6. È a conoscenza dell’osservatorio sulle coerenze, il gruppo di verifica delle promesse elettorali nato proprio in vista delle elezioni? Cosa pensa di quest’iniziativa?

Un’ottima iniziativa. Credo che sia qualcosa che appartiene ai nostri tempi. Una volta si facevano le promesse nelle piazze. Oggi c’è la possibilità di stabilire e di storicizzare i luoghi, i programmi ed avere degli interlocutori che un domani potranno anche intervenire o magari ricordarti di qualche inadempienza. Ed è un bene, perché vuol dire essere presenti ed attivi nella politica. Nuove forme di democrazia e di partecipazione che riteniamo utili.

7. Trasformismo e cambi di casacca, ognuno ha il “morto” in casa sua: nessuno è esente da candidati o appoggi esterni da membri delle passate amministrazioni. E il ricambio di cui tutti parlano?

Per quanto ci riguarda tutte e tre le liste, anche se adesso ne abbiamo una sola, hanno due caratteristiche: sono composte da persone perbene, e non mi riferisco solo alle esperienze giudiziarie, parlo anche del prodigarsi per il bene comune nella vita, attraverso il lavoro o altre iniziative; l’altra caratteristica fondamentale  è avere persone che non avuto a che fare con le precedenti amministrazioni. Possiamo dire tranquillamente che siamo ‘diversamente politici’. Siamo la vera alternativa a chi ha inginocchiato questa città.

8. Giunta comunale, Albanuova: quali saranno le prime nomine e chi gli assessori della sua eventuale giunta? Pescherete tra i primi non eletti o avete già i nomi?

Per quanto riguarda Albanuova credo che debba assumere le caratteristiche di un’azienda vera. Deve sicuramente razionalizzare la propria esistenza sul territorio. Quello che ci preme di più, è salvaguardare le professionalità, il bagaglio di risorse umane che Albanuova ha messo su da quando è nata. Trattandosi di un’azienda a totale partecipazione pubblica, la linea di marcia che verrà guardata e diretta dalla stessa macchina amministrativa. Non avremo bisogno di manager, risparmiando 400-500 mila euro all’anno. Abbiamo la possibilità di utilizzare le risorse che sono all’interno dell’Amministrazione Comunale, ci sono tanti dirigenti e funzionari validi. 

9. Da anni ci affligge il problema della balneazione, con due depuratori mai attivati. Come pensa di affrontare la questione e ridare alla litoranea di Battipaglia i fasti che aveva negli anni Ottanta?

Forse anche prima degli anni ’80. Credo che questa risorsa preziosa che è il mare, 4 km di costa nostra, vada utilizzata. Ovviamente, bisogna partire da quello che è il problema principale: il non utilizzo del mare e quindi la depurazione delle acque, fenomeno legato alle acque superficiale del fiume Tusciano ed altri piccoli affluenti. L’80% dei reflui urbani arriva direttamente dal mare e questa non è una cosa possibile ne pensabile. Sono 20 anni che non si fanno infrastrutture nella nostra città; c’erano dei progetti 20 anni fa che prevedevano il rifacimento della rete fognaria fino ad arrivare all’area industriale dove c’è un depuratore che sta lì fermo. Anche perché le fognature non si vedono, stanno sotto. È meglio abbellire una piazza, mettere qualche pianta in più. La gente guarda queste cose, mentre le fognature chi vuoi che le veda? Ed intanto il mare è lo specchio delle nostre reti fognarie. Poi i battipagliesi si lamentano che per andare a fare un tuffo a mare devono percorrere 100 km. Questa cosa è inaccettabile.

10. Amministrare un comune dopo due anni di commissariamento è una sfida ardua. Ha in mente qualche strategia in particolare?

Io credo che dal disastro in cui è piombato il nostro comune bisogna solo risalire. Peggio di così è difficile fare. Se veniamo da quasi tre anni commissariamento, la colpa è solo dei battipagliesi che hanno continuato a votare le stesse persone per oltre 20 anni, tra l’altro si ripresentano di nuovo tutte quante. Sia chiaro: niente di personale contro di loro, ma sostanzialmente rispetto al modello politico che hanno imposto alla città, l’hanno inginocchiata nel modo in cui sappiamo regalandoci questi tre anni di commissariamento. Ed ora non è facile venir fuori da una situazione di non-democrazia e di inagibilità. Parliamo di una cittadina di 50.000 abitanti, ed è inaccettabile che non si riesca a portare avanti un governo per 5 anni. Significa che c’è qualcosa che non va. Noi crediamo che qualcosa non vada anche durante le fasi elettorali. Ci deve essere un’attenzione dei cittadini nell’impegnarsi a scegliere bene le persone. Se guardiamo i consiglieri comunali degli ultimi 20 anni, si può notare come una buona parte siano sempre gli stessi. Quindi o questa volta lo capiscono e vanno su una vera alternativa, altrimenti ci ritroveremo ancora una volta le stesse facce.

11. Ha intenzione di aumentare le tasse e/o le aliquote di competenza locale?

Assolutamente no. Per il semplice fatto che abbiamo già le tasse al massimo. Però una cosa si può fare: abbattere i 2/3 del costo della TARSU (tassa sulla spazzatura). Bisogna ragionare in questa direzione con gli stessi negozi e con le stesse attività produttive. Ci vuole collaborazione anche da parte loro. Ad esempio, abbiamo rivendicato all’attuale triade commissariale l’esigenza di non mettere la tassa sugli scivoli davanti ai negozi, poiché la maggior parte non sono privi di barriere architettoniche. Chi vive la città in doppia dimensione, dal punto di vista dei diversamente abili, è un problema grande perché la città non la possono né godere né vivere.

12. Nessuna amministrazione comunale ha mai concluso il mandato dei cinque anni. Perché?

Come già detto prima, la colpa è degli stessi amministratori che per oltre venti anni hanno ridotto Battipaglia in questo stato. E non mi riferisco solo al modo di gestire la ‘res publica’, ma proprio all’effetto che ha prodotto sulla popolazione: vedo tanta gente rassegnata che ripete “non cambia mai niente”. Allora, l’unico modo per uscire da questo incubo è votare una lista alternativa: la nostra.

13. Come giudica il clima della campagna elettorale fino ad oggi?

Le avvisaglie le abbiamo viste e sentite. Alcuni segnali inquietanti, come le scritte che abbiamo trovato a via Roma (LEGGI QUI), mi ricordano un po’ le scritte sui muri di fine anni ’70. Noi fortunatamente non abbiamo avuto nessun tipo di problema. Ma il clima non è molto sereno.

14. Scarsezza di iniziative culturali: come incentivarle?

Nel nostro programma amministrativo, presentato insieme a tutti i nostri candidati, abbiamo detto che avremmo dato continuità alle cose che l’associazione “Comunità Storia e Futuro” ha già portato a termine, alle tante iniziative culturali che abbiamo messo in campo negli ultimi tre anni. Durante l’ultima presentazione del libro di Pasquale Ragone, mettemmo in luce la necessità di istituire il premio “Spiga d’oro” per valorizzare le eccellenze battipagliesi. Una settimana di eventi culturali di ogni genere.

15. Chi sarà il futuro sindaco di Battipaglia?

Spero Pietro Ciotti.

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