Elezioni comunali 2019: Franco Alfieri nuovo sindaco di Capaccio Paestum

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Franco Alfieri è il nuovo sindaco di Capaccio Paestum. Ha battuto al ballottaggio lo sfidante Italo Voza. Ecco i risultati finali

Franco Alfieri è il nuovo sindaco di Capaccio Paestum. Ha battuto al ballottaggio lo sfidante Italo Voza. L’ex Sindaco di Agropoli e consigliere  di Vincenzo De Luca in Regione è stato sostenuto da liste civiche di area Pd, mentre il candidato Italo Voza, che nel 2017 era sostenuto dal Pd (e fu sconfitto al ballottaggio da Francesco Palumbo, ex sindaco di Giungano, poi sfiduciato e scomparso pochi pesi fa) guidava una coalizione di centrodestra guidata da Lega e Fratelli d’Italia.

Non è servito l’apparentamento tra Italo Voza ed Enzo Sica a ribaltare il risultato del primo turno quando Alfieri aveva sfiorato il 50% delle preferenze (47%), numero che gli avrebbe permesso di diventare subito sindaco, mentre gli altri due candidati si erano fermati intorno al 25%. Alfieri si è imposto col 53,58%, l’avversario si è fermato al 46,42%.


Il risultato elettorale


Franco Alfieri nuovo sindaco di Capaccio Paestum

Franco Alfieri è stato sindaco di Torchiara (rieletto ininterrottamente dal 1988 al 2004), consigliere provinciale, nominato per due volte assessore ai lavori pubblici alla provincia di Salerno, presidente dell’Assemblea Generale dell’Unione dei Comuni “Alto Cilento”, presidente del Consorzio per gli insediamenti produttivi tra i Comuni di Torchiara e Prignano, per due volte sindaco di Agropoli, presidente dell’Unione dei Comuni Alto Cilento, componente Consiglio Nazionale ANCI, nominato nel febbraio 2016 Consigliere del Presidente della Regione Campania per i temi attinenti l’agricoltura e la pesca e nominato nel luglio 2017 Capo della Segreteria del presidente della Regione Campania (incarico concluso nel febbraio 2018).

Nel corso della sua lunga carriera politica non sono mancati gli intoppi giudiziari come l’inchiesta “Due Torri” nella quale le accuse di turbativa d’asta risalente al periodo tra il 2001 e il 2008, all’epoca del suo incarico ad assessore ai lavori pubblici per la provincia di Salerno, si è conclusa con una prescrizione a carico dell’ex sindaco di Agropoli. Tale inchiesta, che ha prodotto numerosi arresti tra tecnici e imprenditori dal calibro di Citarelli, accusati di aver instaurato un sistema strategico di assegnazioni di appalti mediante capicordata, rimane fuori dalla fedina penale di Alfieri ma che comunque emerge dalle cronache ogni qual volta si fa il suo nome per una candidatura o un incarico.

Così come l’inchiesta “ghost road” nella quale l’ex sindaco viene accusato pubblicamente dal figlio del compianto sindaco di Pollica, Angello Vasallo di “aver dimenticato le numerose denunce fatte da mio padre circa gli inesistenti lavori ” ma regolarmente pagati dalla provincia “sulla Casal Velino – Celso ; tutte protocollate e indirizzate all’ex Assessore ai lavori pubblici della provincia di Salerno, Franco Alfieri”.

Queste accuse hanno accompagnato Alfieri anche nella sua deludente esperienza alle politiche 2018 quando, dopo aver ottenuto la candidatura al seggio uninominale del Cilento dal Partito Democratico, la famiglia Vassallo ha chiesto esplicitamente alle segreterie del PD di togliere il nome di Angelo Vassallo dai vari circoli cilentani.

Alfieri ha replicato per la prima volta a questa accusa infamante affermando che “Angelo Vassallo era un mio amico e per anni non ho risposto alle critiche arrivate dalla sua famiglia nei mesi successivi il suo tragico omicidio. Rompo il silenzio solo ora perché non voglio s’infanghi la memoria di un uomo di cui ero amico

Ma Alfieri è anche il sindaco che ha esaltato il borgo di Torchiara ed ha rivoluzionato Agropoli facendola diventare quel fiore all’occhiello che tutti apprezzano e ammirano, soprattutto gli Agropolesi che gli hanno da sempre tributato un consenso plebiscitario.

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