Erosione della spiaggia del Lido Azzurro: è colpa della politica

Le considerazione del geologo e professore alla Federico II, Franco Ortolani, sul processo di erosione pi o meno naturale della spiaggia del Lido Azzurro

AGROPOLI. Un intero litorale sfruttato e irrimediabilmente danneggiato. É la denuncia del geologo Franco Ortolani, professore all’università Federico II di Napoli, che ha pubblicato le sue considerazioni sul degrado della spiaggia a sinistra della foce del fiume Testene, ad Agropoli, conosciuta anche come spiaggia del Lido Azzurro.

Per Ortolani gli interventi operati sulla spiaggia del Lido Azzurro sono «non adeguate azioni di amministratori» che «hanno determinato la scomparsa di gran parte della spiaggia e danni ai manufatti realizzati a ridosso del mare quando la spiaggia era ampia diverse decine di metri».

Ortolani illustra la situazione del litorale attraverso delle immagini.

lido azzurro erosione

 

«La figura 1 evidenzia l’evoluzione dal 1954-55 al 2013. L’immagine 1 in basso illustra il progetto delle opere di difesa costiera realizzate sovrapposte alla base topografica del 1954-55 (IGM) quando il pennello in sinistra foce era lungo circa 40m. In seguito la spiaggia ha subito una erosione di oltre 40 m alla base del pennello che conseguentemente è diventato sempre più lungo fino a raggiungere circa 161 m. Il pennello ha favorito la dispersione dei sedimenti verso il largo con la conseguenza di sottrarre l’alimentazione alla spiaggia del Lido Azzurro inducendone una progressiva ed irreversibile erosione», spiega ancora Ortolani.
Nelle immagini 2 e 3 Ortolani mette a confronto un progetto di porto che qualche tempo fa si pensava di costruire al Lido Azzurro, con la struttura delle opere di dragaggio che sono in fase di realizzazione per combattere l’erosione.

«É agevole vedere che la morfologia delle opere costiere realizzate è la stessa della struttura portuale progettata in precedenza. Praticamente è il progetto di una struttura portuale, cara all’amministrazione comunale, definita difesa costiera. Si deve spiegare come mai un’opera di difesa costiera è così originale ed uguale alla struttura portuale progettata e come i responsabili delle istituzioni superiori che hanno autorizzato l’opera originale non si siano insospettiti circa la validità delle opere», commenta Ortolani.

«Le opere attualmente realizzate non sono compatibili con il restauro ambientale della spiaggia e la fruizione balneare del litorale sotto il centro storico», sostiene il geologo.
«E adesso che si fa? » si chiede intanto il professore. «Si trasforma l’originale opera di difesa costiera definitivamente in un nuovo porto? Si restaura la spiaggia in sinistra Testene come era riportata nelle carte topografiche ed immagini degli anni 50 del secolo scorso come suggerito anche dallo scrivente con una nota di novembre 2014 il cui costo era circa la metà dell’originale opera di difesa costiera?».

franco ortolani lido azzurro agropoli

In questa seconda immagine Ortolani illustra l’evoluzione della morfologia costiera dal 1954-55 ad oggi e l’impatto negativo sulla spiaggia causato dalle originali opere di difesa costiera.

«nella figura 1 in alto a destra – spiega Ortolani – la spiaggia in sinistra Testene dove è ubicato il Lido Azzurro nella prima metà degli anni 50. In basso (figura 2) la stessa spiaggia nel marzo 2013, praticamente “distrutta”. La figura 3 illustra il progetto originale di difesa costiera della spiaggia del Lido Azzurro che è stata irreversibilmente erosa a causa di errati interventi degli amministratori. Praticamente è il progetto di una struttura portuale, cara all’amministrazione comunale, definita difesa costiera. Nel novembre 2014 lo scrivente ha previsto le modificazioni che si sarebbero accentuate in seguito alla costruzione delle originali opere di difesa (AC= accumulo; ER= erosione). Le figure 4, 4a, 5, 6, 7 e 8 illustrano i primi impatti negativi causati dalla prima mareggiata avvenuta nella seconda metà di dicembre 2014. La figura 9 si riferisce al periodo compreso tra il 2005 e il 2014 prima della costruzione delle originali opere di difesa costiera; è evidente la scomparsa della spiaggia e l’accumulo di ingenti volumi di alche maleodoranti. Le immagini 10 e 11 sono relative alla fine del secondo millennio-2005 circa quando la spiaggia era ancora ampia».

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