Cronaca

Falsi incidenti nell'Agro: niente processo ad 88 imputati

ANGRI. Falsi sinistri stradali per ottenere soldi e premi dalle compagnie assicurative: scatta la prescrizione per 88 imputati. Dopo numerosi rinvii e vari impedimenti, il collegio del presidente Raffaele Donnarumma ha preso atto ieri mattina di avvenuta prescrizione per i reati di truffa e danneggiamento fraudolento di beni nei riguardi di 88 imputati.

Come racconta il quotidiano Il Mattino, la fase del dibattimento proseguirà solo per altre 64 persone, che si trovano al banco degli imputati per la sola accusa di associazione a delinquere. Chi era accusato di aver truffato le compagnie assicurative o danneggiato il proprio veicolo per simulare un sinistro non sarà raggiunto da alcuna sentenza. Per loro, il processo finisce qui.

La genesi di una maxi indagine che contava quasi 400 indagati (poi separati in diversi stralci) toccava il comune di Angri, con almeno 152 posizioni iscritte nel registro degli indagati dall’allora sostituto procuratore Elena Guarino. Tra i promotori e organizzatori dei vari raggiri c’erano anche un avvocato, il titolare di una carrozzeria inesistente e un medico ortopedico.

Se il legale procacciava potenziali clienti, il meccanico emetteva false fatturazioni da collegare ad incidenti stradali mai verificatisi. A seguire la figura del medico, al quale fu contestato il falso su documentazione ospedaliera relativa a ferite giudicate non veritiere. A sganciare contante erano invece le compagnie assicurative, una decina quelle costituitesi parte civile, con la frode che avveniva anche attraverso l’aggiustamento di incidenti realmente accaduti ma poi «sistemati» per far sì che i premi assicurativi arrivassero a cifre maggiori rispetto a quelle previste. In questo caso, l’accusa di danneggiamento fraudolento fu mossa nei confronti di più di ottanta persone.

Le indagini della procura di Nocera Inferiore appurarono che il sistema comprendeva – oltre a chi materialmente organizzava e procacciava persone per combinare incidenti – anche dei falsi testimoni che venivano chiamati per riferire a seconda di ciò che più conveniva. A condurre materialmente le indagini furono i carabinieri della stazione di Angri.

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