Farmaci spariti dall’Hospice di Eboli, slitta la prima udienza: la Corte competente solo per l’omicidio Gianattasio

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Farmaci spariti dall'Hospice di Eboli: i giudici hanno slittare la prima udienza, dato che la Corte d'Assise era competente per l'omicidio di Gianattasio

Farmaci spariti dall’Hospice di Eboli: i giudici hanno slittare la prima udienza, dato che la Corte d’Assise era competente per l’omicidio di Gianattasio.

Farmaci spariti: slitta l’udienza per incompetenza dei reati

Slitta la prima udienza del processo legato ai farmaci spariti dall’Hospice di Eboli: la Corte di Assisi si è rivelato non competente ad agire riguardo il reato di omicidio che vede coinvolto il dottor Marra.

Il tutto ha avuto inizio con lo slittamento del procedimento pensale per la morte di Carmine Gianattasio, il quale era malato terminale di tumore: secondo l’accusa, il medico Alessandro Marra gli avrebbe iniettato una dose letale di Midazolam. Oltre a Marra, altre persone finirono nei guai con le accuse di: truffa ai danni del servizio sanitario nazionale, peculato, falso materiale, falso ideologico, omicidio, violenza privata e favoreggiamento.

Ecco la lista degli imputati:

  • Alessandro Marra;
  • Giovanni Zotti, dirigente responsabile medicina legale;
  • Antonio Magrini, dirigente medico medicina legale;
  • Luigi Mastrangelo, dirigente medico medicina legale;
  • quindi degli infermieri professionali Carmine Iorio;
  • Davide Di Maio;
  • Cosimo Galdi;
  • Loredana De Ruberto;
  • Liliana Moccaldi;
  • Gerarda Conte;
  • Claudio Schettini

Il caso e l’inchiesta

L’inchiesta ha avuto inizio lo scorso settembre, dopo che un’infermiera aveva scoperto che alcuni farmaci, per la precisione quattro fiale di morfina, erano spariti. In seguito alle indagini dei Nas, si scoprì che quattro indipendenti tendevano ad assentarsi in maniera non giustificata dal posto di lavoro dopo aver timbrato. Inoltre, l’auto di servizio veniva utilizzata per faccende personali.

Oltre a questo, i militari riscontrarono anche schede falsificate per i report di accessi giornalieri. Infine, firme dei pazienti falsificate per un giro di prestazioni ricevute. Dulcis in fundo, i carabinieri trovarono a casa degli indagati materiale «prelevato» dalla farmacia: da medicinali ospedalieri costosi a garze e siringhe.

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