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FioriRari, la musica di Roberto Angelini

CAMPAGNA. Entri nel pub e al bancone a salutarti come se fosse il padrone della casa lui: Roberto Angelini. Inizia così la serata allo Zena di Campagna. Braci e abbracci per tutti, sembra di essere in famiglia.

Ascoltando Angelini live ti rendi conto della sua bravura, sul palco c’è soltanto lui che esegue gran parte delle sue canzoni. La particolarità musicale sta nel fatto che Angelini è letteralmente circondato da strumenti. Grazie ad una looper (Boss RC-50) e ad un accurato lavoro di ricerca e sincronizzazione, Angelini crea da solo tutto l’impianto sonoro di alcune sue canzoni. Partendo ad esempio da un ritmica elettronica (Vulcano) campionerà prima la chitarra acustica per poi passare al pianoforte, cantare e nel frattempo arricchire l’arrangiamento con la lapsteel, un basso synth e infine con dei cori. Le sue melodie ti entrano dentro e muovono qualcosa con delicatezza. A metà concerto Angelini ha voluto ricordare il patrigno Vittorio Camardese che nel 1965 presentò un nuovo modo di suonare la chitarra nel programma “Chitarra amore mio” trasmesso dalla Rai (https://www.youtube.com/watch?v=UmTQYquqxSY ) diventando il precursore di uno stile. Anni dopo questa tecnica verrà infatti chiamata “Tapping“. Non c’è stato bisogno di fargli alcuna domanda le risposte me le ha date la sua musica come “FioriRari”. 

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