Cronaca

Zona rossa a Laurino dopo il focolaio nel coro della chiesa | Il parroco: “Solo cattiverie”

Focolaio nel coro della chiesa, zona rossa Laurino: chiuse strade e attività. Registrato anche un decesso: ad Agropoli è morta una donna

Laurino resta l’ultima zona rossa della Campania a causa del focolaio registrato nel coro della chiesa. Sono oltre 26 i casi di Covid su una popolazione di 1300 abitanti nel piccolo centro della provincia Sud. Nelle scorse ore il sindaco Romano Gregorio ha firmato la seconda ordinanza nel giro di pochi giorni, imponendo il coprifuoco dalle 23 alle 5 e chiudendo alcune strade, piazze e giardini al fine di evitare assembramentiChiusi anche parrucchieri, centri estetici e barbieri. In Italia, oltre a Laurino, ci sono solo due comuni in zona rossa: Gratteri (Sicilia) e Aritzo (Sardegna).

Zona rossa a Laurino, focolaio nel coro della chiesa: cosa succede

In seguito all’esplosione del focolaio – come riportato dall’edizione odierna de Il Mattino – è stato registrato anche un decesso. All’ospedale di Agropoli infatti è morta una donna di 93 anni e ora c’è preoccupazione per altre cinque persone che si trovano ricoverate. Uno dei primi positivi è stato don Loreto Ferrarese, seguito dai suoi più stretti collaboratori e alcuni componenti del coro. Così il contagio si sarebbe diffuso nelle scuole dell’infanzia e in quella primaria.

Il parroco

Il parroco avrebbe più volte negato l’esistenza del Covid, dicendosi contrario al vaccino. “Don Loreto ha definito la mascherina una museruola e ha definito il Covid una semplice influenza” avrebbe rivelato una parrocchiana. Il primo cittadino Romano Gregorio ha ammesso: “Non posso entrare nel merito delle chiacchiere, ma ci sono persone che hanno assunto un atteggiamento di leggerezza nei confronti di questa emergenza sanitaria”.

Il parroco ha replicato: “Solo cattiverie. C’è tata leggerezza da parte di qualcuno, sicuramente non possono accusare me. Sappiamo tutti che il virus a Laurino è arrivato da altri casi presenti in un comune vicino. Hanno voluto trovare il morto su cui scaricare le responsabilità”.


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