Fonderie Pisano: lavoratori e rappresentanti di "Salute e Vita" insieme sotto la prefettura

SALERNO. Le polemiche circa l’aggressione al presidio dei manifestanti è acqua passata. Le scuse dei lavoratori sono arrivate, ora spazio alla manifestazione. Sotto la prefettura, questa mattina, per la prima volta i lavoratori ed i rappresentanti del comitato “Salute e Vita” manifesteranno insieme. Il portavoce del comitato, Lorenzo Forte – come apprendiamo dal quotidiano ‘La Città’ – […]

SALERNO. Le polemiche circa l’aggressione al presidio dei manifestanti è acqua passata. Le scuse dei lavoratori sono arrivate, ora spazio alla manifestazione. Sotto la prefettura, questa mattina, per la prima volta i lavoratori ed i rappresentanti del comitato “Salute e Vita” manifesteranno insieme.

Il portavoce del comitato, Lorenzo Forte – come apprendiamo dal quotidiano ‘La Città’ – ha dichiarato: «Vorremmo sottolineare che apprezziamo la prima risposta, anche se non risolutiva, dataci dal vicepresidente della Regione, Fulvio Bonavitacola, con il dispositivo del commissario dell’Arpac, Pietro Vasaturo, con la quale si è dato incarico ad Antonio De Sio, direttore del dipartimento dell’Arpac di Avellino, di coordinare i lavori di monitoraggio straordinario al quale lavoreranno tutti gli altri dipartimenti regionali».

Anche la neuropsicologa Martina Marraffa si è espressa: «Le Fonderie Pisano devono chiudere. Non c’è altra soluzione – grida con forza la dottoressa – La salute dei cittadini va tutelata ora, non fra qualche anno con la delocalizzazione. Siamo al fianco dei lavoratori che devono essere tutelati però con un serio e preciso programma di ricollocazione. Ma i Pisano non possono avere un premio dopo ottant’anni di reati ambientali già certificati dalla Magistratura».

Intanto sia dalla Prefettura che dalla Regione nessuna novità. Il presidente Vincenzo De Luca continua a ribadire la sua linea: «Serve portare l’impianto altrove. Nel frattempo dobbiamo rispettare le prescrizioni per la tutela della salute dei cittadini, mantenendo la produzione in corso poiché non possiamo togliere il pane a centinaia di lavoratori con mogli e figli. Abbiamo preso già contatti col Governo per mettere in piedi con Invitalia un programma di delocalizzazione serio. Riguardo gli episodi spiacevoli – continua – invito ad un atteggiamento di rispetto reciproco e di tolleranza. La priorità sicuramente è la salute dei cittadini. Stiamo lavorando con rigore all’insegna del rispetto reciproco»

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