Cronaca

Fonderie Pisano, Napoli: “Nessuna chiusura forzata, si può delocalizzare”

Secondo il tavolo tecnico, l'unica alternativa per la delocalizzazione è Buccino

Durante il secondo incontro del tavolo di approfondimento tecnico sulle Fonderie Pisano, avvenuto ieri 18 maggio, sono stati trattati temi relativi all’impatto dell’insediamento sulla salute degli abitanti, ma anche la questione della delocalizzazione dell’impianto nell’area industriale di Buccino.

Fonderie Pisano si possono delocalizzare

Dall’incontro è emerso che resta, ad oggi, impossibile stabilire un nesso di causalità tra i morti per tumore e l’inquinamento prodotto dalle fonderie Pisano. Continua l’azione dell’amministrazione comunale che, attraverso il tavolo tecnico presieduto dal consigliere Arturo Iannelli cerca di mettere- come riporta oggi il quotidiano “Le Cronache” –  la parola fine ad un ipotetico provvedimento di chiusura dello stabile di via dei Greci. Provvedimento che, ad oggi, non può essere emesso proprio perché impossibile stabilire con certezza che le Pisano sono unica fonte di inquinamento.

Il sindaco Napoli

Gli organi competenti devono adottare un criterio di causa-effetto, testimoniarcelo e solo così possiamo intervenire con comportamenti drastici – ha dichiarato il sindaco Napoli – Al momento, questa causalità non è dimostrabile né dimostrata e un atto autoritativo da parte dell’amministrazione comunale correrebbe il rischio di essere viziato nella materia delle motivazioni e sarebbe nullo, con ricadute civili e penali. La nostra decisa posizione per la delocalizzazione dell’azienda credo sia stata testimoniata in più tornate”.

Delocalizzare a Buccino

L’ipotesi della delocalizzazione a Buccino dell’impianto, oggetto di un ricorso al Consiglio di Stato da parte del Comune, risulta l’unica sul tavolo della proprietà, che al momento, però, non avrebbe ancora avviato l’iter autorizzativo previsto.

Per quello che sappiamo – ha sottolineato Barrettasono state presentate le relate dell’acquisto del lotto a Buccino, ma non vi sono richieste autorizzative“. “Il lotto di Buccino – ha aggiunto il presidente dell’Asi, Antonio Visconti –  è stato ritenuto conforme per realizzare questo nuovo progetto industriale. L’Asi non può che essere attento e favorire l’insediamento sano in un’area grande ed importante come quella di Buccino, garantendo il rispetto delle prerogative urbanistiche e di governo del territorio, che competono al Comune e sulle quali lo stesso ha compiuto scelte che sono tuttora sub iudice. Alternativa a Buccino? Credo di no, anche a alla luce dell’importante investimento compiuto“.

A Buccino, per dirla con il sindaco Napoli, sorgerebbe un impianto “fortemente virato sull’ecologico“. “Andrebbe avviata – ha concluso il primo cittadino – una campagna di informazione per fare capire che ci sono insediamenti che raggiungono soglie di inquinamento tollerabili e che vi deve essere la salvaguardia dei posti di lavoro. Da quanto ne so credo che l’imprenditore abbia interesse ad andarsene“.

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