Frode sui fondi europei: assolti i 45 pescatori della Costiera

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I giudici hanno assolto i 45 pescatori della Costiera Amalfitana finiti a processo perché accusati di frode sui fondi europei destinati alla pesca

I giudici hanno assolto i 45 pescatori della Costiera Amalfitana finiti a processo perché accusati di frode in merito all’indebita percezione dei fondi europei destinati all’attività di pesca.

Arriva l’assoluzione per i 45 pescatori della Costiera Amalfitana: erano accusati di frode sui fondi europei

«Non luogo a procedere perché il fatto non sussiste». Si conclude così la vicenda per 45 operatori ittici della Costiera Amalfitana, imputati per indebita percezione di contributi pubblici. Al centro dell’indagine, poi sfociata nel processo, i fondi europei erogati dalla Regione Campania e destinati alle attività della pesca. Secondo la tesi dell’accusa i 45 avrebbero incassato il contributo senza, però, destinare i soldi a nuove attività. Accusa che è stata respinta dalla giudice dell’udienza preliminare, Maria Zambrano, che ha accolto, invece, le tesi della difesa, assolvendo tutti gli imputati. Per il magistrato, infatti, il reato contestato – quello di malversazione ai danni dello Stato – non si è configurato.

Il caso giudiziario ha preso le mosse dagli accertamenti condotti dalla guardia di finanza di Cava de’ Tirreni, all’esito dei quali, ricostruito il quadro normativo in cui si innestava la concessione Successo per ‘O Potlacce vietrese, che si è tenuto a Vietri sul Mare in concomitanza con la festa di Sant’Antuono, patrono dei ceramisti. All’ingresso del Vettore meccanico di Vietri sul Mare. A seguire si è tenuta la benedizione del fuoco, con le performance Uccello di fuoco, Cottura primitiva, Cravonfire e Ignis sacer, con il concerto dei Musicastoria. Il ventennale del Viaggio attraverso la ceramica – a cura di Enzo Biffi Gentili, direttore del Seminario Superiore di Arti Applicate di Torino – ora ha davanti altri appuntamenti importanti che si terranno nel corso dell’anno.

Andrea Pellegrino del finanziamento, era stato rilevato che i percettori del contributo di 40mila euro, pur avendo proceduto ad effettuare la cancellazione dal registro dei pescatori, non avevano intrapreso, nei 18 mesi successivi alla data di liquidazione della somma, un’altra attività lavorativa, omettendo di effettuare la relativa comunicazione alla Regione Campania. Stando alla normativa presa in esame dalla giudice Zambrano, l’abbandono della professione di pescatore attraverso la cancellazione dal registro dei pescatori marittimi (nell’ambito del regolamento della Comunità europea volto alla promozione dello sfruttamento sostenibile delle risorse acquatiche tramite il finanziamento di misure socioeconomiche in favore dei pescatori colpiti dagli sviluppi del settore della pesca) prevedeva, contestualmente, “una compensazione di 40mila euro per ogni singolo beneficiario”, «corrisposta previa dimostrazione della cancellazione e a prescindere dalla presentazione di un progetto di riconversione professionale». «La riconversione in altro ambito – si legge nella sentenza – sancita in termini di impegno, veniva delineata come prospettiva auspicabile, stante la cessazione dell’attività di pesca, che per la sua genericità non costituiva destinazione obbligata, tale da connotare la condotta degli imputati in termini distrattivi». Dunque, l’aver percepito 40mila euro per aver lasciato la propria professione di pescatore, senza aver reinvestito la cifra in un’altra attività, è da concepirsi «come una sorta di indennizzo».

Resta solo una persona a processo, la cui posizione è stata stralciata perché residente a Malta. La sentenza di assoluzione è stata pronunciata per: Antonio Pappalardo, Gennaro Paolillo, Pietro Imperato, Antonio Ferrigno, Domenico Francesco Pappalardo, Carmine Giacinto, Francesco Pizzulli, Sabato Giordano, Antonio Nacchia, Francesco Ferrigno, Pietro Di Crescenzo, Luigi Di Bianco, Raffaele De Crescenzo, Pietro Bertini, Domenico Aniello Avallone, Vincenzo Anastasio, Pietro Ferrigno, Salvatore De Crescenzo, Pietro Curia, Evangelista Vitolo, Stefano Giuseppe Vitolo, Vincenzo Spinace, Vincenzo Pappalardo, Pietro Pappalardo, Gennaro Di Bianco, Francesco Vincenzo Ferrigno, Francesco De Crescenzo, Domenico Gatto, Giulio Basile, Raffaele Galano, Antonio Capo, Gennaro Giordano, Antonio Falcone, Aniello Benincasa, Ferdinando Basile, Pietro Iannicelli, Pietro Giordano, Luigi Imperato, Sabato Giordano, Luigi Gatto. Tra gli avvocati difensori Antonella Senatore, Domenico Fasano, Matteo Cardamone, Costantino ed Antonio Montesanto, Egidio Felice Egidio, Gaspare Dalia e Dario Barbirotti.


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