Cronaca

Il funerale delle migranti: «Pietà per queste vittime innocenti»

SALERNO. Una cerimonia sobria e priva di retorica. Si è svolto in un clima di grande commozione il funerale delle 26 giovani migranti, recuperate dalla nave spagnola Cantabria attraccata in città lo scorso 5 novembre.

Il rito interreligioso ha visto la partecipazione del vescovo di Salerno, Luigi Moretti, dell’imam e di numerose autorità istituzionali.

La cerimonia si è aperta con la dedica dei giovani studenti di Salerno, che hanno posto dei fiori in prossimità delle salme.

«Preghiamo dio che abbia misericordia per queste anime – ha esordito l’imam – dio guidaci sulla retta via, la via di quelli che hai colmato di grazia, non di quelli che hai adirato».

«Solidarietà che diventa pietà per queste vittime innocenti – ha detto il vescovo nella sua omelia – dio ha tanto amato questo mondo anche nel suo peccato e le contraddizioni che ci ha donato Gesù. Siamo qui per celebrare una morte difficile da giustificare, ma anche per celebrare la vita e creare i presupposti della vita da beati: questo era lo scopo del passaggio del vangelo. Dio ci chiede di diventare operatori che costruiscono la pace e la giustizia perché solo cosi la gloria di dio diventa gloria vivente. Viviamo nel tempo della redenzione: ciò significa che dio si fa presente li dove c’è violenza e ingiustizia. Un fatto che ci lascia semplici spettatori ma ci responsabilizza. Di fronte a queste ragazze che non conosciamo, senza nome, che sono nostre sorelle, dobbiamo farci carico di questa morte. Dobbiamo fermarci, guardarci intorno, prenderci cura di ognuno. Non possiamo camminare da soli, non possiamo vivere pensando a noi e basta: la vita non è la corsa a chi arriva primo, ma è il cammino faticoso e volontario in cui ognuno deve farsi carico dell’altro. Preghiamo affinché ai migranti e rifugiati sia assicurata accoglienza nei rispetti della giustizia. Sia donata a queste vittime e tutte quelle del mare la pace che non è stata donata in questa vita».






 

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button