Cronaca

Salerno si stringe nel dolore per i funerali di Matteo Leone, presente anche il governatore De Luca

Salerno, folla commossa ai funerali di Matteo Leone. Striscioni, bandiere e drappi granata. Presente anche il governatore De Luca

Si sono tenuti oggi, venerdì 28 maggio, i funerali di Matteo Leone, l’operaio 34enne morto dopo un incidente sul lavoro al porto di Salerno. Alle esequie, celebrate al Duomo di Salerno, erano presenti centinaia di salernitani, tifosi, amici o semplici conoscenti di Matteo oltre al governatore Vincenzo De Luca.

“È morto un giovane, Matteo Leone, di famiglia storica di portuali. Ci ha colpito perché il padre di Matteo aveva avuto un incidente simile nello stesso luogo. Esprimo il mio cordoglio. Sono episodi che ci fanno riflettere. Chiunque deve avere la possibilità di lavorare in sicurezza e serenità”. Ha detto il presidente De Luca nel corso della consueta diretta social del venerdì.

Salerno, dolore ai funerali di Matteo Leone

Il feretro è stato accompagnato da sciarpe e drappi granata, preceduto da un quadro con una foto di Matteo Leone di cui è stata esposta una foto su un grande telo dalla “balconata” che da via Romualdo II Guarna affaccia sul piazzale antistante l’ingresso del Duomo.

Il cordoglio del sindaco

“Siamo tutti sconvolti da una morte così atroce e assurda. Il lutto cittadino è un gesto simbolico e necessario per ricordare che episodi del genere non dovrebbero mai accadere” ha dichiarato il sindaco Vincenzo Napoli proclamando lutto cittadino per la giornata odierna.

Lo sciopero

Intanto il coordinamento nazionale Usb Porti ha annunciato uno sciopero di 24 ore per la giornata di lunedì 14 giugno:  “Non abbiamo fatto in tempo a piangere l’ultimo lavoratore portuale deceduto a Taranto che mercoledì 26 maggio un altro lavoratore, Matteo Leone, 34 anni, è stato ucciso, investito da un carrello nel porto di Salerno. È ormai evidente che la questione sicurezza è completamente sfuggita di mano. Al di là delle frasi di circostanza noi lavoratori stiamo pagando anni di sconfitte sindacali e arretramenti sotto tutti i punti di vista. I responsabili hanno nomi e cognomi. “Imprenditori” che non pagano mai per le loro responsabilità visto che nel nostro ordinamento non esiste neanche una specifica fattispecie di reato. In tale senso USB sta portando avanti la proposta di inserire il reato di “omicidio sul lavoro” nel codice penale”.

“Sempre meno controlli vengono fatti a bordo delle navi, aumentando di fatto il rischio di “incidente rilevante” nelle banchine in cui tutti i giorni lavoriamo a causa dell’incremento di merci pericolose (IMO) che vengono movimentate nei Porti. Notizia di questi giorni è anche la decisione del governo di eliminare la stragrande maggioranza delle normative sul codice degli appalti. Confindustria ha ottenuto ciò che voleva e cioè la più ampia libertà alle imprese di peggiorare condizioni salariali e lavorative di lavoratori e lavoratrici, tra le quali il massimo ribasso nelle gare e l’ampliamento della possibilità di appaltare e subappaltare sottoponendole di fatto ai peggiori ricatti. A tutto ciò si aggiunge la mancata proroga del blocco dei licenziamenti. Altra arma di ricatto per aumentare i carichi di lavoro e imporre condizioni sempre peggiori dal punto di vista dei diritti e delle tutele”,

“Il coordinamento nazionale Usb Porti  fa appello a tutti i lavoratori portuali, alle realtà autorganizzate e non. È arrivato il momento di lanciare un segnale forte alla controparte e alle autorità di sistema, sempre più asservite agli interessi di armatori e terminalisti. Nei prossimi giorni apriremo le procedure per arrivare ad uno sciopero generale nei porti per il giorno 14 giugno con manifestazioni territoriali”.

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