Furti e droga nel Cilento e Piana del Sele: la banda di Gianni “a’ minaccia” a processo

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Furti aggravati e droga nel Cilento e nella Piana del Sele: la banda di Gianni "a' minaccia" finisce sotto processo. Ecco i dettagli dell'inchiesta

Furti aggravati e droga nel Cilento e nella Piana del Sele: la banda di Gianni “a’ minaccia” finisce sotto processo. Ecco i dettagli dell’inchiesta.

A processo la banda dei furti e della droga

Furto aggravato, detenzione, spaccio di sostanze stupefacenti e ricettazione. Con queste accuse il prossimo 17 settembre compariranno dinanzi al gip del tribunale di Salerno:

  • Marzio Maria Acone Martorelli,
  • Simona Capaldo,
  • Fabio Desiderio,
  • Ciro Farella,
  • Pasquale Federico,
  • Mohammed (detto Anonio) Ghamraoui,
  • Halfahim (detto Michelle) Hicham,
  • Gianni Iuliano detto “Gianni a minaccia”,
  • Mohamed Kouider,
  • Leo Gabriele ,
  • Marcello Malagnino,
  • Yassine Miadi ,
  • Abdellah Remzaoui,
  • Simone Saturno,
  • Nicola Saturno,
  • Ria Enza,
  • Michele Villani,
  • Omar Zaoui,
  • Cosimo Zerenga
  • Telemaco Zerenga

Tutti sono finiti in un blitz posto in essere dalla Procura di Salerno ed effettuato dai carabinieri di Agropoli. Le indagini presero il via nel 2017 da parte delle stazioni dei carabinieri di Capaccio Scalo e Torchiara.

L’attività investigativa ha permesso di individuare diversi soggetti dediti a reati predatori o spaccio di cocaina, marijuana e hashish nei comuni della Piana del Sele e del Cilento.

Alcuni indagati sono stati ritenuti responsabili anche di numerosi furti in abitazioni estive, negozi e luoghi di culto. Tra questi, la chiesa di S. Vito in Piazza Santini a Capaccio Paestum da dove furono trafugati due telefoni cellulari. Alcuni furti furono consumati anche a danno di una onlus, dalla quale sparirono pc, apparecchiatura elettroniche, oltre ad un motorino.

Le indagini, condotte con metodi classici e con intercettazioni telefoniche hanno portato a recuperare parte della refurtiva: tre elettrodomestici, tra cui una lavatrice, smartphone, 6 notebook, diversi tablet ed un motociclo. C’era anche chi aveva il compito di piazzare la merce oggetto di furto. Durante l’attività di monitoraggio, è venuto fuori che i soggetti coinvolti nei furti erano anche assuntori e spacciatori di sostanze stupefacenti.


Pina Ferro da Cronache

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