Cronaca

La sentenza del Consiglio di Stato: la Gana Sport di Battipaglia deve chiudere

La Gana Sport di viale Danimarca dovrà chiudere perché "l’attività non è conforme alle norme del Piano regolatore"

Dopo aver perso al Tar, lo scorso anno, arriva anche la sconfitta in Consiglio di Stato. La Gana Sport di Battipaglia, in viale Danimarca dovrà chiudere perché “l’attività non è conforme alle norme del Piano regolatore”. La ditta, di proprietà dei fratelli Elio e Antonio Cannalonga, grazie alle sospensive ottenute prima nel 2008 dal Tar, e nel 2020 dal Consiglio di Stato, ha potuto fino ad oggi esercitare, in violazione del vigente Piano regolatore, l’attività commerciale.

Chiude Gana Sport a Battipaglia, sconfitta al Consiglio di Stato

La vicenda ha avuto inizio nel 2008, quando dopo una serie di esposti anonimi, il Comune di Battipaglia, assistito dall’avvocato Carla Concilio in primo grado, e in secondo grado dall’avvocato Sabato Criscuolo, aveva disposto l’immediata chiusura dell’attività, assistita dal legale Marcello Fortunato, di commercio al dettaglio esercitata in zona Asi dopo che la polizia municipale aveva riscontrato la trasformazione a fini commerciali dell’intera superficie con destinazione alla vendita al dettaglio di merce non prodotta autonomamente.

L’azienda dei fratelli Cannalonga e le sospensive

La ditta, di proprietà dei fratelli Elio e Antonio Cannalonga, grazie alle sospensive ottenute prima nel 2008 dal TAR, e poi nel 2020 dal Consiglio di Stato, ha potuto fino ad oggi esercitare, in violazione del vigente Piano regolatore, l’attività commerciale. Tanto che, a causa della durata irragionevole dei giudizi sono intervenuti in primo grado l’ex vigile urbano Francesco Magliano, assistito dall’avvocato Ferdinando Belmonte, e, in secondo grado, una ditta limitrofa ai Cannalonga, assistita dall’avvocato Paolo De Caterini, per lamentare la violazione dello Stato di diritto e disparità di trattamento.

Entrambi gli interventi, tuttavia, sono stati dichiarati inammissibili perché, seppure fondati nel merito, erano portatori di un interesse di fatto al rispetto del ripristino della legalità, insufficiente a legittimare l’intervento in giudizio. Adesso toccherà al comandante della polizia municipale Gerardo Iuliano dare esecuzione alla decisione dell’Autorità Giudiziaria amministrativa.

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