Cronaca

Gerardo Motta davanti al comitato: «In Consiglio non faremo sconti, opposizione dura»

BATTIPAGLIA. Non si è spenta la rabbia di Gerardo Motta dopo la sconfitta al ballottaggio contro Cecilia Francese. Anche ieri mattina, l’ex candidato sindaco è sceso in strada, nei pressi della sede elettorale di via Mazzini, manifestando il suo disappunto per il risultato della tornata elettorale. Chi pensava che il comizio improvvisato nella notte del voto dinanzi al quartier generale fosse uno sfogo, si sbagliava. Ieri, infatti, il candidato sconfitto al ballottaggio ha rimarcato i medesimi pensieri. «Mi hanno votato circa 10.500 persone perbene – ha detto Motta – Gli altri hanno scelto di tornare indietro di 20 anni, riportando al Comune personaggi come i fratelli Fernando e Carlo Zara, e tutto l’entourage con Brunello Di Cunzolo e Gerardo Rosania. Prenderanno possesso del Comune. Noi prendiamo atto della volontà popolare e li aspetteremo in Consiglio comunale. Svolgeremo il nostro ruolo di opposizione».

Motta conferma tutta la sua acredine nei confronti della vincitrice Cecilia Francese e del suo gruppo. «Ho perso perché in questa città i gruppi di potere legati ai palazzinari, a tutti coloro che da anni spremono la città come un limone, non vogliono una città fatta di regole. Non vogliono una città con riferimenti chiari. Non vogliono che Battipaglia esca fuori dallo stato in cui si trova. Sappiamo tutti gli interessi quali sono. Conosciamo tutti i personaggi. Siamo a conoscenza di ogni cosa. È gente che continua a parlare sui social. A me fa piacere perché, come già successo in passato, adesso la gente metabolizzerà questi personaggi, imparerà a conoscere i loro affari, i loro interessi. Noi faremo in Consiglio comunale tutto quello che dobbiamo fare, nell’espletamento del ruolo e della funzione che siamo stati chiamati a fare».

E ripete i concetti già espressi domenica sera: «Sarà la loro vittoria di Pirro. Questa amministrazione durerà sei mesi. Entrerò a piedi uniti. Mi ci metterò di impegno per farli cadere. Dimostrerò in quanto tempo andranno a casa. Pensavo che la città fosse matura, evidentemente non è così». Di auguri al vincitore nemmeno a parlarne: «Non faccio alcun augurio a chi ha riportato indietro la città di 20 anni. Basta guardare le foto sui giornali di chi ieri festeggiava insieme con la candidata a sindaco. Nessun augurio a chi ha deciso di tornare indietro solo per il gusto di raggiungere un obiettivo personale. Non sapranno nemmeno gestire il Comune. Al posto della Francese gestiranno la città altre persone».

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