Inchiesta

Gioco online in Campania: i dati a dicembre 2020

Solo la Lombardia ha speso di più della Campania fino a novembre 2020, questo è il dato che emerge dall’analisi dell’Agimeg

Nel dire che la Campania e in particolare la provincia di Napoli sia una delle regioni più legate alla scaramanzia, al gioco e alla cabala non c’è nulla di nuovo. Ciò che è invece una novità è che da tre anni a questa parte è il gioco online ad essere protagonista nella regione del Vesuvio, come ci dimostrano diversi dati.

 

Campania seconda regione per spesa sul gioco online

Solo la Lombardia ha speso di più della Campania fino a novembre 2020, questo è il dato che emerge dall’analisi dell’AGIMEG, l’agenzia giornalistica dedicata al mercato del gioco. Il settore del gioco online cresce quasi del 10% ogni anno e questa tendenza non sembra arrestarsi visti anche gli investimenti ingenti fatti ogni anno da produttori di software e da piattaforme che erogano servizi di gioco. Il primo trimestre del 2020 ha visto un aumento del 29,5% per ciò che concerne il gioco sui casinò digitali rispetto al 2019 e un +123% per quel che riguarda il gioco del poker. Nel solo mese di giugno 2020, invece, il poker ha registrato un fatturato di otto milioni di euro, che rappresenta un aumento del 54% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. La Campania conferma dunque la tendenza ad essere fra le prime tre regioni italiane in cui si gioca alle slot online, a vari giochi di casinò e soprattutto a poker virtuale.

I motivi di questo successo in Campania e in Italia

Le ragioni di questa enorme crescita sono diverse. Innanzitutto, c’è un fattore culturale: in Italia si gioca da sempre, sin dall’antica Roma, dove venne creata la prima legge in assoluto con l’obiettivo di regolamentare il gioco d’azzardo, la lex tabularia. Successivamente, si continuò a giocare su tutto il territorio italiano in taverne e osterie finché non nacque un primo prototipo di casa da gioco a Bagni di Lucca, grazie all’iniziativa della Contessa Matilde, tendenza culminata con la nascita del primo vero e proprio casinò al mondo a Venezia nel 1638. Ma non si tratta soltanto di un motivo culturale, difatti sicuramente un elemento che ha influito su questa tendenza è l’accesso a internet e ai dispositivi mobili da parte degli italiani. Se consideriamo che in Italia, ad esempio, ci sono più smartphone che TV, si capisce perché il fenomeno del gioco virtuale è così in crescita. Se si va ad analizzare il report di Auditel-Censis 2019 noteremo che ben l’82% delle famiglie italiane erano connesse alla rete, di cui più della metà possono usufruire di una rete a banda larga: il 49,6%. Al 2020, entrambi i dati sono aumentati: l’88% delle famiglie italiane ha accesso alla rete e il 56% a una rete a banda larga. Ciò ha permesso agli italiani di dilettarsi all’intrattenimento ludico in maniera più comoda, sfruttando al massimo lo streaming, vera e propria novità nel gioco virtuale, che permette di “sedersi” a un tavolo da poker con giocatori che si trovano in altre parti del mondo.

Il mondo del gioco virtuale è un business da oltre 100 miliardi di euro e la curva di questo fenomeno è sempre in crescita. Il passo dal tradizionale gioco del Lotto alle applicazioni e piattaforme per il gioco virtuale è stato davvero breve e nei prossimi anni prevediamo che continuerà anche per via di una popolazione sempre più digitalizzata.

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