Cronaca

Giorno del Ricordo: “Mai dimenticare il massacro delle foibe”

Si celebra oggi il Giorno del Ricordo, la solennità per conservare e rinnovare la memoria della tragedia di tutte le vittime delle foibe.

Cosa sono le foibe?

Quando si parla di foibe, in particolare, ci si riferisce a profonde buche, simili a pozzi, tipiche delle regioni carsiche.

Abissi naturali dove, durante e dopo la seconda guerra mondiale, venivano gettati i corpi delle vittime degli scontri tra partigiani e nazifascisti.

Massacro delle foibe: una pagina nera della storia italiana

All’interno delle foibe, inoltre, venivano gettati anche i corpi delle vittime, in particolare italiane, di alcuni episodi di violenza di massa perpetrati dai partigiani iugoslavi.

La presenza di italiani in questi territori era, infatti, vasta in seguito alla politica dominante degli anni precedenti in questi territori.

Fu in seguito a questi massacri indirizzati, in particolare, verso la vecchia classe dirigente fascista e della firma del trattato di Parigi del 1947, con cui l’Italia cedeva alla Iugoslavia i territori precedentemente occupati (quelli dell’Istria, Fiume,  di Zara, il Carso goriziano e triestino, e la parte alta della valle dell’Isonzo) che i sopravvissuti ai primi massacri furono costretti ad un esodo per ritornare nella loro patria, in Italia.

Il ricordo delle foibe: le parole di Mattarella

Si tratta, dunque, di una pagina nera della storia italiana e che mai, come in questo 2018, si rivela necessario ricordare: in un periodo di comizi elettorali e promesse fatte da politici mentre la percezione di insicurezza e paura è onnipresente, come dimostrano i fatti di Macerata.

Ed è per questo che le parole scritte oggi dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, hanno particolare potere e valore.

“Le stragi, le violenze, le sofferenze patite dagli esuli giuliani, istriani, fiumani e dalmati non possono essere dimenticate, sminuite o rimosse.

Fanno parte, a pieno titolo, della storia nazionale e ne rappresentano un capitolo incancellabile, che ci ammonisce sui gravissimi rischi del nazionalismo estremo, dell’odio etnico, della violenza ideologica eretta a sistema.”.

 

 

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