Giudizio abbreviato per i reggenti del clan di Capaccio e Cilento

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Concesso il giudizio abbreviato condizionato ad Umberto e Giancarlo Rossi, i reggenti dell’omonimo clan con base a Capaccio Paestum dedito allo spaccio di droga nella città dei Templi e nel comprensorio cilentano

CAPACCIO PAESTUM. Concesso il giudizio abbreviato condizionato ad Umberto e Giancarlo Rossi, padre e figlio, i reggenti dell’omonimo clan con base a Capaccio Paestum dedito allo spaccio di droga nella città dei Templi e nel comprensorio cilentano.

Il gup Pietro Indinnimeo del Tribunale di Salerno, di concerto con il pm Marco Colamonaci nell’accorpare due dei processi a loro carico per traffico di sostanze stupefacenti ed estorsione, hanno accettato la richiesta di giudizio abbreviato durante l’udienza tenutasi ieri mattina, 7 marzo 2018, nell’aula bunker del carcere di Fuorni.

La richiesta dei difensori

Come riporta Stiletv, la richiesta dei legali difensori è subordinata all’audizione del pentito che li ha accusati: stessa richiesta accolta anche per altri due pusher, Antonio Buonora e Marco Grimaldi. Presenti in aula, in rappresentanza dei propri assistiti, gli avvocati Pierluigi Spadafora e Nicola Naponiello per la famiglia Rossi, Giuseppe Russo, Leopoldo Catena e Antonio Boffa per gli altri imputati.

I Blitz dei Carabinieri

Due i blitz dei Carabinieri della Compagnia di Agropoli, coordinati dal capitano Francesco Manna, hanno dato luogo all’unificazione dei due processi penali a carico di Giancarlo e Umberto Rossi, quest’ultimo noto come “Umberto u’ napulitano” ed ex affiliato alla Nco di Raffaele Cutolo.

Avevano messo in piedi una fitta rete di spacciatori che aveva imposto il monopolio in città, e nel Cilento, in merito allo smercio di cocaina, hashish e marijuana, acquistate nell’hinterland partenopeo.

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