Giugno bollente, la Coldiretti lancia l'allarme

Brucia la provincia di Salerno, stretta nella morsa del caldo e della siccità di un giugno bollente. A dare l’allarme è Coldiretti.

Brucia la provincia di Salerno, stretta nella morsa del caldo e della siccità di un giugno bollente. A dare l’allarme è Coldiretti.

“La situazione è gravissima – spiega il direttore Enzo Tropiano – registriamo temperature in anticipo di oltre un mese e mezzo, senza piogge da mesi e con un previsto rialzo delle temperature.

Il ciclo degli erbai è completamente saltato; con la turnazione dell’irrigazione, a rischio è la produzione di kiwi, meloni e angurie. Molto preoccupante è la situazione del grano che subisce la stretta del caldo: le spighe sono completamente vuote e non presentano semi”. La situazione si aggrava se si pensa che la mancanza d’acqua colpisce la produzione dei foraggi per gli allevamenti animali, soprattutto di bufale e bovini. Il caldo ha pesanti effetti, segnala Coldiretti Salerno, anche sulle galline, che producono meno uova, e sulle api. Gli effetti del caldo si fanno sentire sulla produzione di latte.

A rischio è la mozzarella di bufala e vaccina con ripercussioni sulla filiera lattiero casearia. “Mucche e bufale producono in media dal 10 al 20% di latte in meno con punte ancora più elevate nei giorni più roventi – spiega il direttore Tropiano – se si considera che ogni bufala consuma dai 150 ai 200 litri di acqua al giorno, possiamo comprendere la gravità del fenomeno.

La situazione è fuori controllo e i danni ingenti: l’aridità dei terreni e l’assenza di precipitazioni hanno compromesso l’annata agraria e provocano effetti devastanti su tutta l’economia del comparto”. L’appello di Coldiretti Salerno è di ottimizzare le risorse idriche, evitare sprechi, limitare il consumo di acqua.

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