Cronaca

Gonfiava le buste paga, ex dipendente del consorzio farmaceutico dovrà restituire 260mila euro

SALERNO. Gestiva le paghe delle farmacie comunali a Salerno, Scafati, Cava de’ Tirreni, Eboli, Baronissi e Capaccio Paestum per conto del Consorzio farmaceutico intercomunale di Salerno e gonfiava le buste paga per incassare più soldi.

Tullio Tancredi, responsabile del settore paghe di quel consorzio, dovrà restituire 260mila euro. Lo hanno decretato i giudici della Corte di Conti. condannandolo al pagamento di 229mila euro a titolo di danno erariale e 30mila a titolo di danno di servizio.

Gonfiava le buste paga, ex dipendente del consorzio farmaceutico dovrà restituire 260mila euro

Secondo la procura regionale della Corte dei Conti, difatti, Tancredi, dal 2007 al 2015, avrebbe gonfiato le proprie buste paga firmando bonifici contraffatti. Cambiava gli ultimi numeri dei conti per impedire di risalire a lui.

Per lo stesso reato – contestatogli questa volta dalla procura ordinaria – Tullio Tancredi è in attesa di rito abbreviato che sarà celebrato alla ripresa delle attività giudiziarie dinanzi al gup Marilena Albarano. In quella circostanza si capirà anche quanto chiederà, in termini di pena, la procura.

La denuncia

A denunciare Tancredi fu il presidente Michele Inserra, nel marzo del 2016. L’ex capo del settore paghe fu denunciato dal consiglio di amministrazione per furto ai danni del Consorzio. L’individuazione di Tancredi avvenne dopo che, nel 2014, la direzione generale decise di controllare, voce per voce, tutti i conti dell’ente.

Secondo le accuse formulate dalla procura di Salerno nell’avviso di garanzia, che gli è stato notificato a fine 2017, l’indagato avrebbe sottratto la somma di denaro dal conto corrente del consorzio di cui aveva le password per effettuare – nella sua qualità di dipendente – bonifici online relativi alle retribuzioni da erogare a tutto il personale. Inoltre avrebbe alterato (falsificandole) le cifre dei bonifici effettuati sul proprio conto corrente in modo da farle coincidere – dopo aver ricevuto sui propri conti gli importi maggiorati – con gli importi complessivi che avrebbe dovuto ricevere legittimamente quali emolumenti.

bonifici alterati 

Bonifici alterati che poi lui stesso sottoponeva alla firma degli allora direttori del Consorzio (individuati dalla procura quali parti lese) così come faceva per i bonifici relativi agli stipendi di tutti gli altri dipendenti. Emolumenti retribuiti come dovuti e che non venivano ritoccati a rialzo. Anzi).

I reati che gli vengono contestati, secondo quanto accertato nel corso delle indagini, sarebbero stati commessi a Salerno – dove ha sede il Consorzio – tra maggio 2007 ed agosto 2015.

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