Cronaca

Hotel Rigopiano, Alessio Feniello ora chiede giustizia

Alessio Feniello non perde occasione per rigurgitare rabbia e malcontento dei confronti di quanto accaduto al figlio, Stefano Feniello, che ha perso la vita tra le macerie dell’Hotel Rigopiano.

Intervistato a La Zanzara, papà Feniello descrive la situazione provata alla scomparsa del figlio: «volevo buttarmi dal terrazzo» racconta «ma poi ho fatto una promessa a mio figlio, non mi fermerò fino a quando non avrò giustizia». 

Il malcapitato non perde occasione per rigettare accuse anche sui soccorsi, per arrivare poi al premier «Gentiloni dice che è stato fatto tutto bene, invece se ne sono fregati, ci fosse stato suo figlio, lo avrebbero tirato fuori». Invettive al vetriolo da parte di un padre che non supererà mai la sofferenza per la scomparsa del figlio. «La mia vita è finita».

«Il primo responsabile è il sindaco Farindola, poi c’è l’ex sindaco che ha detto che si taglierebbe un braccio per aver concesso l’autorizzazione a costruire l’hotel» proseguono le accuse. Feniello conclude asserendo la ferma convinzione che non si arrenderà fino a quando non avrà ottenuto giustizia e che ha già sporto denuncia nei confronti del sindaco, questore, presidente della Regione e della provincia, sostenendo di «avere fiducia nei giudici».

 

 

 

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