Cronaca

Pesca e contributi europei: truffa per 40mila euro

SALERNO. Presunta truffa alla Regione Campania, all’Unione Europea e allo Stato per ben 40mila euro con una dichiarazione falsa. Scoperta perché un pescatore ha avuto la sfortuna di incappare nei controlli della Guardia Costiera per ben due volte in pochi giorni.

I fondi per cessata attività marittima

I pescatori che dichiarano di terminare la propria attività marittima hanno diritto, se ne fanno richiesta e questa viene accolta, ad alcuni fondi, in parte europei, ad alcuni contributi pubblici che sono previsti per chi abbandona l’attività di pesca professionale: una sorta di pensione, insomma.

Il pescatore in questione aveva infatti fatto richiesta di essere cancellato dal registro dei pescatori marittimi per cessazione dell’attività ed aveva ottenuto un contributo che ammonta a circa 40mila euro, contributi finanziati per il 50% dalla Comunità Europea, per il 40% dallo Stato e per il restante 10% dalla stessa Regione Campania.

Beneficiando di tale contribuzione, il marittimo non può più esercitare la pesca professionale e gli è interdetta una nuova iscrizione nel registro dei pescatori per almeno 5 anni.

La truffa

Il pescatore invece è stato fermato dalla Guardia Costiera a bordo del suo peschereccio e con il suo equipaggio e in quella occasione, pochi giorni fa, il peschereccio era stato posto in disarmo, cioè era stato sbarcato l’intero equipaggio, mentre i documenti erano stati consegnati alla Capitaneria del Porto di Salerno.

Ma nonostante la rinuncia all’attività marittima il pescatore deve essere particolarmente affezionato al suo lavoro, dal momento che è stato fermato una seconda volta a bordo della sua imbarcazione, solo e privo di documenti, nonché intento a pescare in modo professionale.

Per le gravi infrazioni accertate, il marittimo è stato deferito alla competente Autorità Giudiziaria per i delitti di truffa aggravata per il conseguimento di erogazione pubbliche e di assunzione indebita di comando di nave, e l’intero peschereccio è stato posto sotto sequestro dai militari della Guardia Costiera di Salerno.

Sono state inoltre contestate altre due violazioni amministrative per illeciti in materia di pesca e del codice della navigazione, e tutti gli attrezzi da pesca sono stati sequestrati per la successiva confisca.

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