Il diktat di Lembo: «no alle fughe di notizie dal Tribunale!»

BATTIPAGLIA. Si è tenuto nella mattinata di oggi, presso il Centro Congressi San Luca di Battipaglia, organizzato dall’avvocato penalista Giovanni Sofia organizzato della componente penalnet Ucpi,il convegno su “Giustizia penale e mass media“, tema continuamente dibattuto per quelle che vengono definite le continue “scorribande” informative offerte all’opinione pubblica sia dalla carta stampata che dalle Radio, […]

BATTIPAGLIA. Si è tenuto nella mattinata di oggi, presso il Centro Congressi San Luca di Battipaglia, organizzato dall’avvocato penalista Giovanni Sofia organizzato della componente penalnet Ucpi,il convegno su “Giustizia penale e mass media“, tema continuamente dibattuto per quelle che vengono definite le continue “scorribande” informative offerte all’opinione pubblica sia dalla carta stampata che dalle Radio, le Televisioni, i siti web e i blog.

Il convegno ha ottenuto il patrocinio del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno e della Bcc di Battipaglia Rovella. All’incontro, valido per 4 crediti formativi, hanno partecipato il Presidente della Corte d’Appello Matteo Casale, il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno, Americo Montera, mentre ha fatto giungere i suoi saluti il presidente distrettuale dell’Anm Massimo Palumbo, presenti tra l’altro in sala le massime utorità istituzionali: tra cui il Comandante della Polizia Municipale di Battipaglia e il Commissario Governativo del Comune di Battipaglia dott.ssa Ada Ferrara, i comandanti territoriali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, e della Polizia di Stato.

I lavori così come da scaletta precedentemente annunciata sono stati introdotti, coordinati e condotti dall’Avvocato Leonardo Mastia, componente penalnet Ucpi.

Ad introdurre il dibattito è stato l’Avvocato Giovanni Sofia dopo un interessante ed eloquente video che ha ricostruito lo scempio di quello che viene definito: “processo spettacolo televisivo“, seguito dagli interventi: del Presidente Vicario della Corte di Appello di Salerno Claudio Tringali; del giornalista Paolo Russo, responsabile della redazione de “il Mattino” di Salerno; del Procuratore capo della Procura della Repubblica di Salerno Corrado Lembo che ha concluso i lavori.

Il tema interessante ed intricante nel suo genere non ha escluso riferimenti sull’equilibrio dei poteri e la differenza tra loro, elemento indispensabile a qualsiasi approfondimento, rispetto alla tematica proposta e che si contesta sia nella forma che nella sostanza, ma che soprattutto è contraria ad un disposto legislativo del 2006, così come ha ricordato il Procuratore Lembo, ma che viene continuamente disatteso. Nei vari interventi si è anche fatto riferimento ai tempi processuali e una riforma della Giustizia che ovviamente, si auspica non sia in chiave “punitiva”, “limitativa”, “ubbidiente”, ma che rispetti l’autonomia della Magistratura, che assicuri la parità tra l’accusa e la difesa e in maniera assoluta garantisca si celebrino processi giusti sia nell’interesse dello Stato che dei colpevoli come degli innocenti.

«Sarò molto attento a questa problematica. – Ha detto il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Salerno Corrado Lembo, a conclusione del Convegno e del suo intervento, riferendosi alle “fughe” di notizie e al racconto processuale che spesso non segue gli atti e che talvolta, per assurdo, arriva anche ad anticiparli, non facendo un buon servigio al normale decorso della giustizia – Ovviamente – ha aggiunto – ci sarà un controllo autocratico. Per questo ho già messo sotto processo qualcuno – e assicura – Non ci saranno più fughe. – E confermando non tanto una sua impostazione ma un disposto legislativo del 2006 sottolinea – Un unico soggetto può dare informazioni alla stampa. – facendo capire di voler rigidamente provvedere a quella applicazione non tollerando altre forme di comunicazione e facendo intendere, nel contempo, di non voler per nessuna ragione al mondo una sua sovraesposizione, lasciando immaginare che le comunicazioni saranno essenziali, e concludendo, rispetto alle notizie in libertà e a quelli che vengono ormai definiti processi mediatici – Preferisco una giustizia razionale piuttosto che emozionale“.

Il messaggio è forte e chiaro ed è giunto senza mezzi termini a chi doveva giungere, anche perché se c’é la pubblicazione e il racconto di una notizia, ovviamente c’é anche chi quella notizia l’ha fornita, la bisbigliata o l’ha suggerita, se poi si aggiungono altre motivazioni che mirano a “deviare” informazioni, ebbene quelle distorsioni possono disturbare e complicano le cose e rendono più difficile l’individuazione dei veri responsabili.

I corvi sono stati avvisati, ma sono stati avvisati anche chi spesso si lascia affascinare da un microfono, da una telecamera, da una foto su un giornale stampato, on line, o magnificarsi di qualche dichiarazione, che oggettivamente si potrebbe risparmiare.

(articolo da Politicademente)

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