Cronaca

Il saluto straziante della città di Angri a Enrico De Mattia

ANGRI. L’intera città di Angri si è stretta ieri alla bara di Enrico De Mattia, per l’estremo saluto al caporal maggiore dell’Esercito che, sabato scorso, si è ucciso sparandosi un colpo di pistola alla testa nel bagno di Palazzo Grazioli.

I funerali di Enrico De Mattia

Nella Collegiata di San Giovanni Battista erano tantissimi, ieri pomeriggio. C’era tutto il suo mondo nella chiesa del patrono di Angri, tutte le persone che lo amavano, raccolte attorno al suo feretro, trasferito in mattinata dalla Congrega di Santa Margherita.

Parenti, amici, colleghi, tanti cittadini angresi hanno condiviso il dolore di papà Giovanni e di mamma Anna, inconsolabili, al primo banco, insieme alla figlia Paola.

Presenti anche il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo e il comandante delle Forze Operative Sud, generale di corpo d’armata Rosario Castellano. C’erano, soprattutto tantissimi giovani, gli amici del granatiere, quelli d’infanzia, quelli storici, quelli di più recente conoscenza, quelli che il caporal maggiore aveva conosciuto durante il suo percorso professionale, da quando, sei anni fa, si era arruolato nell’Esercito, facendo la scelta che desiderava.

Particolarmente toccante il saluto degli amici, che hanno accolto l’arrivo del feretro con uno striscione fissato lungo il cancello esterno della villa comunale, in piazza Doria. «Resta vivo il tuo sorriso. Buon viaggio Enrico».


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